Emergenza, batterio nell’acqua colpisce più di 200 persone. È polemica

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Abruzzo batterio acqua

Abruzzo batterio acqua provoca oltre 200 casi di gastroenterite nel giro di tre giorni. Il comune in cui si son registrati i suddetti casi si trova in provincia di Pescara, si tratta di un piccolo paese con meno di 2.000 abitanti e prende il nome di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Dalle prime analisi effettuate dall’Asl è emerso che il responsabile dell’emergenza è un batterio: il Clostridium perfringens. Quest’ultimo ha provocato dissenteria, vomito e febbre.

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Abruzzo batterio acqua: dissenteria, vomito e febbre

Abruzzo batterio acquaI primi casi sono stati segnalati domenica scorsa; solo nella serata dell’11 ottobre, infatti, sono arrivati a 50. I vertici locali hanno sin da subito pensato all’acqua; pertanto sono stati eseguiti tutti i controlli del caso, da parte sia del Comune – gestore dell’acquedotto in questione – sia dall’Asl di Pescara. Nella giornata di ieri, 12 ottobre, i casi sono saliti a circa 250 persone, con circa 20 episodi individuati nella vicina Scafa. Sempre ieri è stato individuato il responsabile dei casi di gastroenterite; all’origine di essi c’è un batterio termoresistente, il Cloristridium perfrigens, che ha provocato dissenteria, vomito e febbre.

Il Comune ha già predisposto la consegna di farmaci e acqua in bottiglia a domicilio. Tramite un’ordinanza è stata anche vietata l’utilizzo dell’acqua del rubinetto, anche se bollita, per utilizzo alimentare.

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I consiglieri di opposizione: “Il sindaco si autosospendano”

sorgesana napoli, Abruzzo batterio acqua Il sindaco e l’amministrazione si assumano le loro responsabilità ammettendo il fallimento su tutti i fronti” dice un consigliere di opposizione. “Si autosospendano dall’incarico e affidino alla protezione civile regionale il governo dell’emergenza”.

Sempre secondo i consiglieri di opposizione il sindaco e l’amministrazione si devono preoccupare di rimborsare i cittadini che hanno subito danni fisici, economici e morali. Siamo alla vigilia di un maxi danno economico. La competenza dell’acqua è in capo all’amministrazione e la responsabilità è del sindaco. Il danno d’immagine è enorme e difficilmente sanabile” concludono.

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