Variante brasiliana scovata in Abruzzo, prima vittima: 67enne morto

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Abruzzo variante brasiliana

Abruzzo variante brasiliana si fa largo e brandisce la prima vittima. Uomo teatino muore in ospedale. Già alcuni giorni fa a L’Aquila era spuntato un altro infetto. La regione lotta contro la variante inglese, ma dal Sud America arriva una nuova minaccia che fa paura. Lotta alle varianti, tra confusione e panico. Quali sono le differenze tra la variante Uk e quella brasiliana?

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Abruzzo variante brasiliana, muore uomo di 67 anni

Abruzzo variante brasilianaUna regione che ha subito parecchi scossoni dal covid. Tra zone rosse e arancioni, esplosioni di contagi e difficoltà comuni, l’Abruzzo si trova ad affrontare una nuova sfida. Non bastava la variante inglese, dalla provincia di Chieti, la prima vittima di variante brasiliana. Un uomo di 67 anni, teatino. Sarebbe morto giorni fa, ma la notizia si è diffusa solo dopo gli accertamenti. Covid sì, ma sudamericano. L’uomo era già ricoverato nel reparto di Medicina Covid nell’ospedale di Chieti. Era affetto da altre patologie, ma presentava moltissimi sintomi da coronavirus. A Poggio Picenze negli ultimi giorni si sono registrati altri casi, tre brasiliani residenti a pochi chilometri di distanza dal capoluogo.
Inoltre, anche un operatore socio sanitario dell’ospedale de L’Aquila è risultato positivo, nonostante la vaccinazione con richiamo.

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Abruzzo variante brasiliana e variante inglese, quali sono le differenze?

Abruzzo variante brasilianaChieti, la sua provincia, l’Abruzzo, ma anche il Molise sono attaccati dalla variante inglese. Da come emerge dalle analisi e da quanto precedentemente detto, si fa largo la variante brasiliana. Quali, però, le differenze tra queste due varianti che attualmente preoccupano il mondo? Dopo un anno, nulla cambia e la paura non ci abbandona. La variante brasiliana, chiamata P.1 e avente sigla B.1.1.28 risulterebbe più aggressiva; mentre la variante inglese, B.1.1.7, avrebbe un tasso più elevato di contagio. La P.1 brasiliana porta delle modifiche a livello della proteina spie, almeno 10 mutazioni. Quella inglese ne conta 8, la sudafricana 9. Tale proteina, altro non è, che l’arpione con cui il virus riesce a entrare nelle cellule. È bene chiarire che nessuna variante è più letale, vi sono differenze nel livello di contaminazione.
La lotta si fa più dura per le incertezze vaccinali, ma esperti virologi insistono sul rinforzo e la potenza del vaccino. Non resta che attendere i risvolti di un incubo che non sembra aver fine.

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