Afghanistan talebani verso il governo: “Chiediamo all’Italia di riconoscerci”

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Afghanistan talebani

Afghanistan talebani pronti a formare un governo. La richiesta principale è quella di essere riconosciuti. Il portavoce, Zabiullah Mujahid, chiede una collaborazione con l’Italia. Gli obiettivi, al momento, sono puntare alla ripresa del Paese, costruire delle fondamenta e avere la Cina come alleato commerciale. Intanto, la Resistenza subisce un duro contraccolpo, in Panshir. Donne e uomini lottano per la libertà, mentre il terrore continua a permeare per le strade.

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Afghanistan talebani chiedono collaborazione all’Italia

Afghanistan talebaniSpero che l’Italia riconosca il nostro governo islamico e che riapra presto la sua ambasciata“. Queste le parole rivolte a La Repubblica, mentre si pensa a formare il nuovo governo dell’Emirato islamico dell’Afghanistan a Kandahar, centro della società pashtun da cui originano i talebani.

Il mullah Mohammad Hasan Akhund è stato nominato primo ministro del nuovo governo. Il suo vice è il mullah Abdul Ghani BaradarUn governo che ha la pretesa di nascere con velleità internazionali. L’Italia come risorsa da tenere stretta e così l’Occidente intero. La richiesta degli “studenti” è quella di vedere riaperte le ambasciate e di essere riconosciuti. L’intenzione è quella di costruire un nuovo Paese sulla cenere della guerra. In questo, il partner commerciale per eccellenza sarà la Cina. Pechino è intenzionata a finanziare economicamente la ricostruzione dell’Afghanistan. Anche la Russia nell’intesa? “La Russia continua a mediare per noi e con noi per creare le condizioni per una pace internazionale“.

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Afghanistan talebani e Occidente: impegno operativo, ma nessun riconoscimento

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L’Europa è in bilico fra morale e osservanza della diplomazia, tra impegno umanitario e contrattazione col nemico. La linea da seguire, al momento, è stata delineata durante il Consiglio dei Ministri degli Esteri europei. La priorità è la salvaguardia degli innocenti, ma occorre tornare con una presenza non militare sul territorio. L’Alto Rappresentante della politica estera europea, Josep Borrell, ha dichiarato: “Restiamo impegnati a sostenere il popolo afghano. Dovremo impegnarci con i talebani, ma non significa riconoscimento. Si tratta di un impegno operativo, che potrà aumentare sulla base del loro comportamento“.

Cinque sono le condizioni da rispettare affinché possa essere valutata una collaborazione. Le ambasciate, però, resteranno ancora chiuse.

  • Che il Paese non divenga una base del terrorismo;
  • Formazione di un governo inclusivo;
  • Rispetto dei diritti delle donne;
  • Accesso per gli aiuti umanitari;
  • Libertà di partire per coloro, afghani o meno, che sono a rischio e intendono abbandonare l’Afghanistan.

L’intenzione è quella di gestire gli aiuti sul posto. Intanto, sulla formazione del governo, il portavoce talebano ha già espresso contrarietà al coinvolgimento delle donne. Dovranno seguire i comandamenti della shari’a, potranno lavorare come infermiere, maestre, assistenti, nei ministeri, ma non ricoprire cariche di ministro. 

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Afghanistan talebani prendono Panshir, ma la Resistenza non molla

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Mentre si cerca il dialogo il Fronte di Resistenza Nazionale, NFR, perpetua la lotta anti-talebana. La resa è ancora lontana: “Continueremo a combattere“.

Un fronte rovente è quello della Valle del Panshir, ultimo baluardo della resistenza degli uomini di Ahmad Moassoud, leader del fronte di opposizione ai talebani. Un attacco via terra e aria ha scosso il fronte. Come di apprende dal Samaa News: “Con rammarico, la Resistenza nazionale dell’Afghanistan ha perso oggi due compagni nella resistenza contro l’oppressione e l’aggressione. Fahim Dashti, portavoce della NRF, e il generale Abdul Wudod Zara sono stati martirizzati. Possa la loro memoria essere eterna“.

Il portavoce dei talebani Mujahid parla di presa di Panshir. “Con questa vittoria il nostro Paese è completamente libero. Uscito dal pantano della guerra“. Spari nella notte a Kabul per festeggiare una vittoria assente: la smentita arriva da un tweet della Resistenza. In tutta la valle, tra le montagne, persistono posizioni strategiche del NFR. La lotta continua su un filo di alta tensione.

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