L’agenda rossa di Borsellino a casa del superpoliziotto La Barbera

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Giovanni Falcone
I due magistrati vittime di mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Agenda rossa Borsellino a casa del superpoliziotto La Barbera. La procura di Caltanissetta fa perquisire le case dei familiari di Arnaldo La Barbera. Il superpoliziotto a capo della squadra mobile di Palermo è deceduto nel 2002. Era ritenuto il regista del depistaggio delle indagini sulla catastrofe di Via D’Amelio.

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Agenda rossa Borsellino parla un testimone: “Era a casa di La Barbera”

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Logo dell’organizzazione antimafia, fonte: wikipedia.org

Agenda rossa Borsellino. Le dichiarazioni di un amico di famiglia dei La Barbera alla procura di Caltanissetta fanno scattare le perquisizioni nelle proprietà dell’ex poliziotto. Sarebbero due le abitazioni passate al setaccio dai Carabinieri. Le perquisizioni sarebbero avvenuto lo scorso mese ma l’agenda rossa non sarebbe stata ritrovata. Posti sotto sequestro molti documenti del superpoliziotto sospettato di aver depistato le indagini sulle vicende di Via D’Amelio. Le indagini sull’agenda rossa di Borsellino non sono ancora terminate e si ricerca ancora il prezioso documento. Quell’agenda era un diario che Borsellino aveva iniziato a scrivere dopo la morte di Falcone e sul quale annotava i suoi incontri, gli interrogatori e i suoi spunti investigativi. La valigetta in pelle che conteneva l’agenda dopo l’attentato di Via D’Amelio secondo le ricostruzioni sarebbe finita nella stanza di La Barbera che l’avrebbe poi riconsegnata vuota ai familiari del giudice assassinato.

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Il depistaggio sulla strage di Via D’Amelio

Arrestato Matteo Messina Denaro, Agenda rossa Borsellino
Foto dalla pagina Facebook ufficiale dell’Arma dei Carabinieri

I giudici della Corte d’assise di Caltanissetta hanno definito l’intervento messo in atto dal gruppo che indagava sulle stragi del 92 guidato da La Barbera “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana”. A parlare di La Barbera però era stato anche Matteo Messina Denaro. Durante un interrogatorio parla di come le indagini ci avrebbero messo anni a scoprire la falsa testimonianza in merito alle stragi di Via D’Amelio di Scarantino. Di come ci sia voluto troppo a capire che la testimonianza in questione fosse stata guidata da La Barbera. L’ex boss di Cosa Nostra si lascia andare ad una domanda provocatoria e sinistra. “E se La Barbera fosse ancora vivo, ci sareste arrivati o vi sareste fermati un gradino prima di La Barbera?”. Le indagini alla ricerca dell’agenda rossa continuano sperando che i documenti sequestrati nelle abitazioni dell’ex superpoliziotto possano condurre a piste più concrete.

 

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