Aggressione omofoba ad attivista LGBT: “Voi fr*ci siete troppi”

0
230
aggressione omofoba catania

Aggressione omofoba Catania – Un’altra aggressione nel mezzogiorno. Dopo il giovane sedicenne nel cosentino, Catania si è resa protagonista di un’aggressione. Aggressione sempre contro un giovane ragazzo gay. La notte tra sabato e domenica, infatti, un ventiduenne è stato aggredito con un cacciavite da un uomo. Quale ragione? Portachiavi e spille LGBT attaccate allo zaino. 

Ti consigliamo come approfondimento – 17 maggio, giornata internazionale contro l’omobitransfobia 

Aggressione omofoba Catania: che cosa è successo

bimbo bruciato bullo, napoli ragazzo morto New York morte 18enne, aggressione omofoba cataniaTre e mezza di notte. Siamo a Catania, in via Umberto I, una delle arterie principali della città. Per strada, nel silenzio della notte, si sentono dei passi stanchi, assonnati. Sono i passi di un ragazzo. Un giovane di 22 anni. Lui sta tornando a casa, tranquillamente, dopo un sabato sera in compagnia. Ha indosso un paio di cuffiette con un po’ di musica accesa. 

Ma nel silenzio della notte, insieme ai rumori di passi, si sente un altro rumore. Quello di un’automobile. Il rumore del motore della macchina prima è forte. Poi diventa via via più basso. Segue da lontano e poi da più vicino il giovane. Il protagonista della nostra storia vede l’auto con la coda dell’occhio, ma cerca di non essere sospettoso. 

La macchina lo affianca per qualche metro. L’automobilista lo osserva, lo squadra dall’alto in basso. Poi accelera e gli taglia la strada. Un figuro esce quindi dalla macchina e chiede al giovane dove fosse una via. Lo fa avvicinandosi a passo svelto. Il ragazzo, quindi, gli dice che non sa dove sia quella via. Ma l’uomo gli salta addosso, tira fuori un cacciavite e cerca di pugnalarlo. 

Ti consigliamo come approfondimento – Aggressione omofoba a Ferrara. I neofascisti urlano: “Mussolini vi brucerebbe tutti!”

Aggressione omofoba Catania: “qui voi fr**i siete troppi!” 

assistenza violenza sessuale, aggressione omofoba cataniaIl giovane riesce a schivare il colpo, mentre l’aggressore tenta di prenderlo per le cuffiette. Il ventiduenne, con una scarica di adrenalina, riesce a colpire l’aggressore e a difendersi. Ma ecco che arrivano gli insulti. 

Il giovane rimane qualche secondo a fissare l’aggressore. Che nel silenzio della notte inizia a inveirgli contro insultandolo. “Ormai a Catania siti troppi f***i”, una tra le tante frasi e i tanti insulti diretti dall’aggressore al ragazzo. Il giovane risponde che farà una denuncia. E l’aggressore, dicendo che stava scherzando, indietreggia verso l’auto e scappa via.  

Il ragazzo, poco dopo, realizza quanto accaduto ed entra quasi in stato di shock. A fargli compagnia per il ritorno a casa il suo coinquilino. Poi ha chiamato la famiglia. Ha sporto querela per l’aggressione. Ma, sorpresa: l’aggressione è sanzionabile, ma la sua ragione, l’omofobia, no. Forse, ma è a discrezione dagli inquirenti, potrebbe essere imputata l’aggravante dei futili motivi, in cui però la giurisprudenza più volte non ha fatto rientrare la discriminazione per l’orientamento sessuale. 

Ti consigliamo come approfondimento – Weekend di aggressioni omofobe a Milano

Aggressione omofoba Catania: il ragazzo “Ero solo, ho pensato di morire” 

bimbo autistico deriso roma disabile picchiata, bullo denunciato tema, il bullo non mi fa paura, aggressione omofoba cataniaIl giovane aggredito è un attivista LGBTQIA+, Fiore Cantone. L’attivista dell’Arcigay e social creator ha voluto denunciare pubblicamente l’accaduto e le sue sensazioni. “Mi ha aggredito perché nel mio zaino ho attaccato portachiavi e spille LGBTQIA+, tramite i quali mi ha catalogato come persona non etero”, ha scritto Fiore sui social. “Ero solo e ho avuto paura di morire. Un attimo dopo l’aggressione mi sono sentito mancare l’aria, non riuscivo a respirare bene e mi sono accasciato per terra”. 

Insomma, tanta paura. Tantissima paura. Ma anche rabbia. Rabbia perché l’aggressione, catalogata come aggressione omofoba, non vedrà quella ragione come determinante. Grazie ai senatori che per l’affossamento del ddl Zan ”…preferiscono applaudire in parlamento, non mi è stata riconosciuta l’aggravante gay-lesbo-bi-trans-intersex-afobica”, continua lui.  

E questo è l’ennesimo caso di omobitransfobia in Italia in questo mese. Che segue, di pochissimi giorni, i fatti gravissimi del cosentino, dove uno zio con altre tre persone ha pestato a sangue il nipote sedicenne perché omosessuale. Nessuna persona civile può permettersi di tollerare questi gesti. Nessuno. E l’indifferenza è un problema sociale, civile e politico. Di fronte al quale le istituzioni non possono più scegliere di essere complice e tacere. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

4 × cinque =