Aiuti Ucraina, la solidarietà dell’Italia: ecco tutte le iniziative

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Pomigliano solidale Ucraina
Foto di Rosa Visone

Aiuti Ucraina da tutti i fronti, con istituzioni, enti, partiti, associazioni e privati che lanciano progetti e proposte concrete. Mentre la polemica politica non si ferma, infatti, continuano a fioccare le iniziative a sostegno della popolazione ucraina e dello Stato. Vediamo nel dettaglio lo scenario.

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Aiuti Ucraina: gli aiuti dai canali “istituzionali” in Italia

Volontariato; Aiuti ucraina
Dalla Pagina ufficiale Facebook della Croce Rossa Italiana

I canali “istituzionali” si sono mobilitati sin da subito per dare sostegno alla popolazione civile. La Croce Rossa italiana ha lanciato un crowdfunding tramite le donazioni spontanee, sponsorizzate anche da Rai e Cairo Editore. CRI e federazione internazionale di croce rossa e mezzaluna rossa (IFRC) hanno aperto infatti una sottoscrizione per 100.000.000 di franchi svizzeri per rifornire di cibo e beni necessari i civili. Aiutare “…oltre 2 milioni di persone”: questo è l’obiettivo dell’IFRC riportato sui siti ufficiali della croce rossa. Ente che sta sostenendo e soccorrendo già migliaia di ucraini scappati dalla guerra verso il fronte polacco.


Anche l’ambasciatore ucraino in Italia si è mobilitato nel dare indicazioni. L’ambasciata ucraina di Milano, a seguito di accordi, ha dato indicazioni su come dimostrare solidarietà all’Ucraina. Uno dei mezzi indicati dal canale diplomatico è la catena “Mix Markt”. L’esercizio commerciale presente su tutto il territorio nazionale è gestito da ucraini, moldavi, rumeni, albanesi e polacchi. Tramite i loro canali, è possibile inviare beni di prima necessità fino a Leopoli.

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Aiuti Ucraina: i canali “privati”

Pomigliano solidale Ucraina; Aiuti UcrainaSe per gli aiuti all’Ucraina i canali pubblici non mancano, i canali privati di certo non scarseggiano. Al di là delle iniziative, pregevoli, di singoli privati, la macchina della solidarietà si è attivata ovunque. Le caritas diocesane si muovono in ordine sparso. In alcune aree si aggregano nell’invitare a sottoscrivere dei crowdfunding, in altre invece organizzano vere e proprie raccolte di beni da mandare agli ucraini. Molte, inoltre, sono le comunità religiose che si muovono in autonomia, dalle parrocchie cattoliche alle chiese ortodosse, dalle comunità protestanti ed evangeliche a quelle ebraiche e musulmane.

Tramite Ismaele La Vardera, palermitano non nuovo a queste iniziative, Le Iene hanno lanciato la loro campagna di raccolta beni. Con “sponsor” autorevoli anche sui social tutta Italia, da Milano a Palermo, ha visto migliaia di adesioni. Fioccano i punti che raccolgono beni alimentari a lunga conservazione, vettovaglie, vestiario, pannolini, beni per bambini.

A queste raccolte si aggiungono anche molte altre campagne. Diverse farmacie sul territorio hanno creato una rete per inviare farmaci di primo soccorso donati dalle persone. Al confine di Mariupol infatti manca il necessario per curare molti degli sfollati. Si raccolgono antipiretici, antinfiammatori, antivirali, antibiotici e disinfettanti, ma anche presidi sanitari (garze, cerotti, medicazioni eccetera).

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Aiuti Ucraina: le iniziative politiche e internazionali

bambino slovacchia, Aiuti UcrainaAnche la politica si è attivata, con vari canali, sia nazionali che internazionali. Vari partiti e associazioni giovanili si sono attivati sul territorio per attività di sostegno. A sinistra, il Partito Democratico, il Partito Socialista Italiano e Articolo Uno sono attivi nella raccolta di beni da inviare. A destra la Lega ha cercato nei giorni scorsi, non senza polemiche, di sostenere i cittadini sfollati sul fronte. Le componenti giovanili, oltre a supportare le attività dei partiti, si muovono in autonomia in diversi casi. I Giovani Democratici, soprattutto a Locri e Palermo, organizzano ulteriori raccolte di beni e fondi. La Federazione dei Giovani Socialisti sponsorizza dei canali internazionali di crowdfunding e soprattutto il programma “Host a sister” per dare ospitalità a donne e bambini. La Gioventù Federalista Europea chiede, invece, un intervento diretto della Ue, mentre provvede all’organizzazione di attività di supporto.

Il Consiglio Nazionale dei Giovani, organismo politico presieduto da Maria Cristina Pisani, domenica ha approvato all’unanimità un documento che contiene, oltre a formule politiche, anche una serie di auspici e iniziative. In particolare, il CNG fa da coordinamento in Italia per le iniziative del Forum Europeo della Gioventù e del suo omologo ucraino, con attività di supporto logistico, informativo e finanziario.

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Aiuti Ucraina: è scontro tra varie visioni

italia paese ostile, Aiuti UcrainaMa se la politica giovanile si unisce nei canali istituzionali, quella “ordinaria” si divide. Il governo italiano, come la governance comunitaria, ha spinto non solo per le sanzioni, ma anche per aiuti concreti all’Ucraina. Ciò passa non solamente dall’invio di armi per garantire il diritto a difendersi per la popolazione, ma anche da fondi per il sostegno economico e logistico. Nodi, questi, che dividono la politica tra pacifisti neutralisti e pacifisti militanti.

Se infatti c’è chi, tra la classe politica, sponsorizza la raccolta fondi ucraina per l’esercito, una fetta ampia di partiti e società civile si pone contro il sostegno “bellico” alla resistenza ucraina. Da chi agita il motto “Né con Putin né con la Nato”, a chi condanna governo e Unione Europea per l’invio di armi agli ucraini. Questo passando anche per chi, quasi, giustifica Putin paragonandolo ai comportamenti di Stati Uniti e Nato nella storia.

A queste posizioni fanno da contraltare i pacifisti militanti, che chiedono il cessate il fuoco tramite canali diplomatici, non condannando però il sostegno alla resistenza partigiana all’offensiva. Su tutti Riccardo Nencini, senatore e presidente del PSI, che rilancia sui social la necessità di integrare Ucraina, Moldavia e Georgia nell’UE per garantire loro difesa comune.

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