Alberto Mondi: icona della cultura italiana in Corea del Sud tra le stelle di “Hallyu”

Il suo viaggio di successo dall’Italia alla Corea

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Alberto Mondi

Protagonista della nostra rubrica “AltriMenti”, giovani italiani che sono riusciti a realizzare i propri sogni e sono oggi un’ispirazione, Alberto Mondi, che ha deciso di trasferirsi in Corea del Sud e ha raggiunto una notorietà sorprendente. Nato il 17 gennaio 1984 a Mirano, provincia di Venezia, Alberto ha saputo costruire una carriera di successo in un paese così diverso dall’Italia. Scopriamo insieme la sua storia, le sue sfide e le sue esperienze tra Cina e Corea del Sud.

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Alberto Mondi: Un viaggio di successo

Ciao Alberto, perché hai scelto la Corea del Sud l’hai già raccontato a chi ti segue sui vari canali social, ma sapresti dirci qualcosa in più sulle principali differenze tra il vivere in Italia e il vivere in Corea? Sicuramente si tratta di due culture totalmente diverse e trascorrendo un anno in Cina quando eri ancora uno studente ti aveva forse già dato un’idea di quello che poi sarebbe stata la Corea del Sud?

Alberto Mondi“Certo! Le differenze sono enormi. In Cina ci sono stato solo un anno da studente, quindi avevo molta libertà. Nel 2006 il costo della vita in Cina era bassissimo per noi italiani, potevi fare festa tutta la notte con pochi euro. Era tutto esaltante e nuovo. In Corea invece è stato diverso. Qui ho dovuto lavorare, costruirmi una stabilità economica, confrontarmi con la realtà quotidiana. Non avevo più la protezione dell’ambiente universitario”.

In Cina

In Cina mi sentivo libero e senza preoccupazioni, mentre in Corea ho dovuto affrontare la vita reale. Generalizzando molto, posso dire che i cinesi siano molto calorosi fin dal primo incontro, ma abbastanza diversi dal punto di vista culturale una volta che il rapporto si approfondisce. Mentre con i coreani ho avuto un’esperienza direi quasi opposta. C’è molta riservatezza all’inizio, ma poi Mentre con i coreani ho avuto un’esperienza direi quasi opposta. C’è molta riservatezza all’inizio, ma poi quando si entra in confidenza le similarità culturali con noi italiani sono davvero molte. Architettonicamente, le città cinesi hanno un loro carattere distintivo e una cultura della piazza, che per noi italiani è familiare. In Corea, invece, le città sono più omogenee e l’architettura è spesso meno attraente, puntando più sull’efficienza che sull’estetica”.

In Corea

“Oggi posso dire che la Corea del Sud è uno dei posti più pratici ed efficienti al mondo. Qui tutto funziona alla perfezione. Puoi ordinare la spesa entro le 23 e riceverla alle 5 del mattino successivo, e c’è un servizio di consegna rapidissimo per qualsiasi cosa. La burocrazia è snella, fare un documento ti ruba solo 10 minuti. È un paese sicuro, puoi lasciare il portafogli su un tavolino e nessuno lo toccherà.

L’aspetto negativo è che si dà poco valore all’estetica, tutto deve essere funzionale. Per un italiano, abituato alla bellezza e agli spazi verdi, questo può risultare un po’ meno soddisfacente”.

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Alberto Mondi: Com’è iniziato tutto

All’inizio in Corea del Sud non è stato facile. Come hai superato le difficoltà e quanto ti ha aiutato avere una compagna coreana?

Alberto Mondi“All’inizio è stata dura. I coreani sono molto rispettosi e cortesi, ma all’inizio possono sembrare freddi. Non conoscevo la lingua e c’era una certa solitudine. Ho superato queste difficoltà uscendo e cercando momenti di integrazione. Ho iniziato a giocare a calcio, mi sono iscritto a un club dove potevo migliorare l’inglese e avere interazioni. Inoltre, imparare la lingua coreana è stato fondamentale, mi ha permesso di integrarmi meglio.

Avere una compagna coreana mi ha aiutato molto a livello burocratico e anche con la lingua. Parlare in coreano a casa mi ha aiutato tantissimo a migliorarla. Oggi parliamo in coreano, anche se lei adesso parla anche italiano”.

Hai mai lavorato nel mondo dell’intrattenimento italiano? Che differenze hai notato tra il mondo coreano e quello italiano?

“In Italia ho partecipato solo a “Pechino Express” e fatto dei collegamenti su “Rete 4” durante la Pandemia. Ho collaborato con la “Rai” per un programma che si chiama “CODICE”, ma niente di più. Quindi non posso fare un confronto approfondito. Però posso sicuramente dirti che in Corea del Sud, l’età media di chi lavora in TV è molto bassa. Spesso i registi hanno trent’anni e le sceneggiatrici sono giovani. In Italia si punta di più sull’esperienza. In Corea del Sud si lavora molte ore, si è sempre disponibili se il responsabile ti chiama o scrive anche in tarda notte, mentre in Italia c’è più attenzione alla salute psicofisica. Anche se da qualche tempo le cose qui stanno cambiando e si sta iniziando a dare importanza alla propria vita privata”.

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Alberto Mondi: Icona italiana

Per i coreani sei un’icona della cultura italiana. Pensi di aver contribuito a diffonderla?

Alberto Mondi“Con tutta la modestia possibile, direi di Sì! Mi arrivano tantissimi messaggi da coreani che mi ringraziano per aver cambiato la propria opinione sull’Italia. Ho scritto un libro sull’Italia in coreano, siamo alla quinta ristampa, e molti lo usano come riferimento prima di partire. Ho anche fatto un programma TV portando celebrità coreane sulle Dolomiti. Sono felice di aver avuto un’influenza positiva sulla percezione dell’Italia qui”.

C’è qualcosa che “ami” o “odi” particolarmente della Corea e dell’Italia?

Della Corea amo quanto investono nell’istruzione. È un paese che ha scommesso sull’istruzione per uscire dalla povertà e ha una popolazione super istruita. Questo riduce la criminalità e crea una forza lavoro efficiente. Ciò che mi piace di meno è che si dà poco valore all’estetica e al rispetto dell’ambiente. Si consuma molta plastica e c’è poco senso critico.

Dell’Italia amo il calore delle persone e la libertà. In Italia si lavora per vivere e non viceversa. La società coreana tende alla perfezione e ciò può diventare opprimente. In Italia si dà importanza alla bellezza, all’arte, al buon cibo. La dolce vita italiana è qualcosa di unico”.

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Alberto Mondi: Tra sogni e impegno

Se dovessi descrivere la tua vita in Corea con una frase o una parola, quale sarebbe?

Alberto Mondi“Caspita! Direi un’espressione coreana che, tradotta letteralmente, significa questo: “Ogni giorno è un nuovo giorno migliore del precedente” (일신우일신 日新又日新 – Il Shin Yu Il Shin). Mi piace molto e penso rappresenti la mia crescita continua qui. Ho iniziato come stagista in ambasciata, ho lavorato in varie aziende e poi sono entrato in TV. È stato un percorso di costante miglioramento”.

Il tuo sogno più grande l’hai già realizzato o ancora no?

Ho tanti sogni. Creare una bella famiglia era uno di questi e l’ho realizzato. Rendere i miei genitori orgogliosi di me. Ma da appassionato di calcio e di sport in generale ti dico che mi piacerebbe vedere una finale di coppa dei campioni o del torneo di Wimbledon. Inoltre, adoro viaggiare e ritengo che ogni nuovo posto visitato sia un sogno che si realizza. Non ho altre grandi aspirazioni al momento”.

I tuoi progetti futuri?

“A livello televisivo sto lavorando a qualcosa di nuovo, ma non posso ancora rivelare i dettagli. Mi piacerebbe lavorare di più in Italia, soprattutto per far vivere ai miei figli la loro parte italiana e trascorrere più tempo con i miei genitori”.

C’è qualcosa che non hai mai raccontato ai media e che vorresti dirci?

“Non ho molti segreti, ma posso dirvi che ho una grande passione per la musica e la calligrafia. Amo la calligrafia cinese e coreana. E vorrei dire a chi guarda spettacoli televisivi coreani che dietro c’è tantissimo lavoro. Le celebrità coreane sono persone eccezionali e lavorano duramente per mantenere il livello di successo che hanno raggiunto”.

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Alberto Mondi: Nessun rimpianto

Se tornassi indietro c’è qualcosa che faresti diversamente?
Alberto Mondi
Foto di Go A-ra

“Sicuramente ci sono cose che avrei potuto fare diversamente, ma non ho grandi rimpianti. Crescendo, si capiscono molte cose. Avrei voluto mantenere meglio la mia conoscenza della lingua cinese, ma in passato non avevo tempo o voglia. Sono contento delle esperienze fatte in Corea, anche se avrei voluto viaggiare di più in Italia”.

Come vedi il futuro delle relazioni tra Italia e Corea?

Quest’anno è stato positivo grazie al 140esimo anniversario delle relazioni tra Italia e Corea. Ma credo che l’Italia debba impegnarsi di più. La Corea sta attirando l’attenzione del mondo, mentre l’Italia deve innovare e investire di più. Promuovere l’Italia con gli stereotipi non basta più. Dobbiamo mantenere alta la nostra reputazione e le aspettative”.

C’è qualcosa che non ti ho chiesto ma avresti voluto che ti chiedessi?

“Non proprio, ma posso consigliare cosa visitare in Corea. Oltre Seoul, consiglio Busan per il suo interesse storico visto che si tratta della città dove si rifugiavano i coreani che scappavano dalla Corea del Nord, Gyeongju per la sua importanza storica trattandosi della capitale dell’impero Silla, Jeju Island per la sua bellezza naturale, e città come Yeosu e Tongyeong per un’autentica esperienza coreana”.

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Ringraziamo Alberto Mondi per essersi raccontato così apertamente e per averci dato la possibilità di dimostrare ancora una volta che:

“Realizzare i propri sogni è possibile”!

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