Alexandra Garufi, tiktoker di 21 anni si è tolta la vita tra il 19 e il 20 marzo 2025 a Sesto San Giovanni, vicino Milano. Si è sparata con la pistola del padre, guardia giurata. La giovane, che aveva condiviso sui social il suo percorso di transizione di genere, è stata travolta da un’ondata di insulti transfobici che potrebbero averla spinta al gesto estremo. La Procura di Monza indaga per istigazione al suicidio. Il caso accende i riflettori sull’impatto devastante del cyberbullismo e dell’intolleranza.
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Alexandra Garufi e l’odio Online
Alexandra Garufi aveva aperto il suo cuore su TikTok. Raccontando il coming out come donna transgender a 19 anni e, più tardi, la scelta di identificarsi come non binaria, tornando al nome Davide. I suoi video, inizialmente accolti con sostegno, sono diventati bersaglio di attacchi feroci man mano che la sua visibilità cresceva. Commenti pieni d’odio sulla sua identità di genere hanno trasformato i social in un incubo. Minando la sua serenità e aggravando un disagio già profondo, segnato anche da lutti familiari.
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Un’indagine per fare luce sul dolore
Le autorità hanno preso in custodia il telefono della giovane per esaminare messaggi e interazioni online. Si stanno cercando tracce di chi potrebbe averla spinta al limite. Gli inquirenti stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Alexandra, supportati da racconti di amici e vicini che descrivono una ragazza provata dall’ostilità ricevuta. Il padre, sotto shock, è indagato per non aver custodito adeguatamente l’arma usata nel suicidio. Il focus resta sugli effetti del bullismo digitale che l’ha tormentata fino alla fine.
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Quando l’intolleranza uccide
La morte di Alexandra Garufi ha lasciato un vuoto enorme. L’odio online può avere conseguenze tragiche. La sua storia riflette le difficoltà di chi lotta per affermarsi in un mondo che spesso rifiuta la diversità. Associazioni e follower chiedono giustizia, invocando leggi più severe contro il cyberbullismo. Serve una cultura che protegga, anziché punire, chi sceglie di vivere autenticamente. Questo dramma diventa così un appello urgente per un cambiamento sociale che non arrivi troppo tardi.
































