Allarme sanità: gli infermieri in pensione non saranno rimpiazzati

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Allarme carenza infermieri

Allarme carenza infermieri lanciato dalla Federazione nazionale professioni infermieristiche. Secondo le stime entro i prossimi 10 nni ci saranno 127mila pensionamenti non compensati dalle assunzioni. Peggiora la situazione la fuga all’estero di circa 3mila infermieri ogni anno.

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Allarme carenza infermieri in tutta Italia, le assunzioni non copriranno i pensionamenti

Allarme carenza infermieri

Allarme carenza infermieri in Italia. Secondo la Federazione nazionale professioni infermieristiche entro il 2033 sono previsti 127mila pensionamenti nel settore. 6mila via già entro la fine di quest’anno. I pensionamenti non saranno pareggiati dalle assunzioni. La situazione viene confermata dall’ISTAT. C’è una riduzione media di iscrizioni alle facoltà di scienze infermeristiche di circa il 10% annuo. La Federazione nazionale parla di un SSN al collasso. “Ci aspetta una lunga stagione assistenziale. Non saremo più in grado di garantire la salute”. Si parla anche di “perdite ecnomiche, sociale, oltreche un restringimento dei diritti civili”. Per evitare che la situazione degeneri viene richiesto un intervento immediato e deciso alle istituzioni. Secondo il sindacato degli Infermieri la stima della Federazione andrebbe rivista. La FNOPI infatti parlerebbe di circa 65mila infermieri da assumere ma secondo il sindacato il numero esatto varia dai 175mila ai 220mila.

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I numeri previsti per i prossimi anni

Allarme carenza infermieri

Dal 2023 al 2033 il numero dei pensionamenti sarà di 127mila. I pensionati non saranno compensati dalle nuove assunzioni. La media dei laureati in scienze infermieristiche dal duemila ad oggi è di 11mila persone circa. Se si rapporta questo numero alla media dei pensionamenti è facile rendersi conto che mancano circa 18mila professionisti sanitari all’appello. A peggiorare questi numeri inoltre ci sarebbe un altro dato allarmante. Ogni anno circa 3mila infermieri vanno via dall’Italia scegliendo di lavorare all’estero.

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Come risolvere il problema?

La bacchetta magica non esiste e questo è chiaro a tutti. Ciò che si imputa maggiormente alla politica è la lentezza di intervento e i tagli fatti alla sanità. La Federazione nazionale professioni sanitarie chiede un intervento deciso e immediato. Non si tratta solo di assumere ma anche di formare e poi trattenere i nuovi infermieri. C’è bisogno di rendere più appetibile il corso di studi in scienze infermeristiche e di rivedere anche le condizioni economiche di assunzione di questi professionisti che, a parità di studi ma non di stipendi, preferiscono dopo la laurea fuggire all’estero.

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