Amputazione pene non è più un rischio per il turista tedesco che ha fatto sesso con la moglie per 24 ore richiedendo il ricovero dell’uomo in Maremma. L’uomo è uscito dalla terapia intensiva e non è più in pericolo di vita.
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Amputazione pene: il ricovero per shock settico
Succede a Castel del Piano, in provincia di Grosseto. L’uomo di 50 anni era in vacanza con la moglie. L’uomo è stato portato dalla moglie in pronto soccorso dopo una maratona sessuale che secondo il racconto della donna sarebbe durata un’intera giornata. I medici hanno effettuato analisi all’uomo, riscontrando nel suo organismo alte sostanze di metanfetamine. Sembrerebbe che la coppia fosse sotto effetto di estasy e lo shock settico dell’uomo sarebbe stato causato da questi fattori messi insieme.
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Amputazione pene: l’intervento rischioso
I medici nel visitare l’uomo, gli hanno diagnosticato una gangrena di Fournier ovvero una necrosi del tessuto genitale. Una condizione che al ricovero dell’uomo era già molto grave. I medici infatti prima di portare il paziente sotto i ferri, hanno sin da subito presagito la possibilità di un’amputazione del pene per frenare la necrosi ed evitare che gli effetti diventassero fatali per l’uomo.
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Amputazione pene: la diagnosi dopo il ricovero
L’intervento e le cure tempestive all’uomo gli hanno salvato la vita. I medici sono riusciti a salvare il paziente evitando anche l’ipotesi più estrema di amputazione dei genitali. L’uomo è stato ricoverato in amputazione, ma non è più in pericolo di vita. Con ogni probabilità verrà spostato nuovamente di reparto. I medici hanno confermato che le cure tempestive sono state essenziali, ma che il 50enne non potrà più avere rapporti sessuali per evitare un nuovo peggioramento delle sue condizioni.




























