Amuchina: il disinfettante protagonista della pandemia è nato nel Sud Italia

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Amuchina

L’igienizzazione delle mani è una delle armi più importanti che abbiamo per difenderci dal Covid-19. È questo il motivo per cui, soprattutto all’inizio dell’emergenza sanitaria, disinfettanti e igienizzanti di ogni tipo sono andati letteralmente a ruba. Particolarmente ricercata è stata la nota Amuchina: il potente antibatterico è diventato il vero protagonista della pandemia. Folle è stata la corsa all’acquisto del famoso disinfettante, determinando la sua scarsa reperibilità e anche spiacevoli episodi di sciacallaggio. Tuttavia, pochi sanno che l’Amuchina è un prodotto del Sud Italia. Più precisamente, le sue origini sono pugliesi. Il suo inventore, infatti, è Oronzio De Nora, un geniale ingegnere di Altamura, in provincia di Bari.

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Amuchina: chi era Oronzio De Nora

AmuchinaOronzio De Nora è stato un eccellente ingegnere elettrotecnico nato ad Altamura nel 1899. Ereditò la passione per le scienze dal padre, l’ingegnere civile Michele De Nora. Oronzio fu uno studente con doti fuori dal comune. Nel 1922 si laureò col massimo dei voti al Politecnico di Milano, con una brillante tesi sull’elettrolisi dei cloruri alcalini, il settore cui poi decise di dedicarsi. Nel 1924 fondò la ditta Industrie De Nora, specializzata nella realizzazione di impianti per la produzione di cloro e soda caustica. L’azienda passò poi al figlio, Niccolò, e oggi è nelle mani dei nipoti Federico e Michele. Attualmente è un potente gruppo chimico-industriale che dispone di ben nove sedi, con oltre 1.500 dipendenti e un fatturato di quasi 500 milioni di euro.

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Com’è nata l’Amuchina?

Amuchina
Foto dal sito www.amuchina.it

La ricercatissima Amuchina nasce nel 1923. L’ingegner De Nora ottenne il potente antibatterico dall’ipoclorito di sodio diluito in acqua. Lo brevettò con il nome di “Amuchina”. La parola deriva dal greco antico μυχή (amychḗ). Il termine è composto da “ἀ”, alfa privativa, e da “μυχή”, ovvero “ferita, graffio”. Letteralmente significa, quindi, “senza graffio”.

Nel 1924, però, Oronzio De Nora vendette il brevetto. Oggi l’Amuchina è un marchio della Angelini Pharma.

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Disinfettante fai da te

AmuchinaDurante la fase iniziale della pandemia i costi di alcuni gel disinfettanti per le mani si sono moltiplicati addirittura di sette volte, arrivando a cifre esorbitanti e improponibili. Così, cominciarono a girare sui social numerose ricette per produrre il disinfettante in casa, contro ogni sciacallaggio.

Di seguito, riportiamo la ricetta consigliata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). L’ingrediente base è l’alcol etilico, la cui concentrazione dovrà essere tra il 60% e l’80% circa perché il disinfettante sia efficace.

Per un litro di prodotto, occorrono:

  • 833 ml di alcol etilico al 96%;
  • 42 ml di acqua ossigenata al 3%;
  • 15 ml di glicerina (glicerolo) al 98%;
  • Acqua distillata (oppure bollita e raffreddata) quanto basta per arrivare a 1 litro.

Bisognerà conservare la soluzione in un contenitore sterile per almeno 72 ore prima dell’utilizzo.

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