Amy Winehouse, 10 anni passati a ricordare la voce della Regina del Soul

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Amy Winehouse
Amy Winehouse Ph: Mischa Richter

Amy Winehouse scompariva dieci anni fa. Il mondo della musica e dell’arte perdeva una delle voci più dirompenti che la storia abbia conosciuto. Sulla sua morte tanti misteri e troppe voci, sul suo passato troppi giudizi. Nelle sue canzoni la sua vita, i suoi album la firma che ha cambiato la musica. A dieci anni dalla sua scomparsa arriva il documentario Reclaiming Amy, targato BBC e a raccontare l’artista sarà la madre, gli amici e la voce di Amy Winheouse.

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Amy Winehouse, la ragazza dai capelli strani che ha cambiato la musica

Amy Winehouse
Amy Winehouse durante una performance di Tears Dry On Their Own al Michael Parkinson TV Series
Fonte: Pinterest

Sono passati dieci anni, troppi o pochi che siano è difficile da quantificare. Amy Winehouse moriva da sola, nel suo appartamento al numero 30 di Cambden Square. Erano le ore 15:53, un comunissimo sabato londinese. Pare che a ucciderla fosse stato l’alcol, la droga, o forse, semplicemente, la solitudine.
Aveva soltanto 27 anni, quell’età maledetta che l’ha consacrata al Club dei 27. Un club esclusivo, a cui hanno avuto accesso soltanto grandi leggende. Kurt Cobain, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones e Jim Morris, per citarne alcuni. Tutti accomunati dalla prematura morte, in un’età dove tutto, spesso, ha inizio.

Una vita, quella di Amy Winehouse, forse troppo intensa, per i canoni di una voce comune che vive la vita secondo dettami propri. Troppe i giudizi legati agli eccessi dell’artista. Le fotografie rubate nei momenti di crisi o di abbandono. L’avarizia perpetuata ai danni di una vita che dovrebbe avere il diritto di essere vissuta anche nel proprio dolore.
Eppure, quella ragazza di Londra, in pochi anni è stata in grado di rivoluzionare il panorama della musica. Un mondo dominato dal Pop di icone simili fra loro. Un mondo che è stato squarciato dall’irriverenza timida di quella che sarebbe diventata la nuova Regina del Soul bianco.

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Amy Winehouse: “ogni cattiva situazione è una canzone blues

Amy Winehouse durante un’esibizione
Ph: Gregory Nolan

Quando l’arte cammina insieme all’artista il mondo non può far altro che star fermo ad ammirare. Questo accadeva quando nei locali londinesi e di tutto il mondo iniziava a venir fuori dagli altoparlanti la musica di Amy Winehouse. La “ragazza dai capelli strani”, cotonati e lunghi, di un nero intenso, come la voce che proveniva dal suo petto. Un’anima soul, blues, jazz, che ha riavvolto il nastro e mandato indietro le lancette del tempo. Frank e Back to Black hanno segnato un grande cambiamento, aprendo la strada ad artiste come Adele e Duffy.

Ogni cattiva situazione è una canzone blues che aspetta di essere scritta“. Questa la sua grande eredità. “Una canzone segna un’occasione nella mia vita ed è così che vivo la mia vita, attraverso le canzoni”. Nei suoi testi resta la vita di quella ragazza che ha incantato milioni di fan e che oggi perpetuano il ricordo ascoltando i suoi brani. La sua vera terapia. Parole in musica composte e intrappolate mentre camminava a passeggio per New York. Così nasceva Rehab. L’urlo a suon di “no no no” in cui raccontava la volontà di ribellione al padre, all’alcol, alle voci altrui. Quella relazione devastante con Black Fielder-Civil, le cui ceneri hanno vita a Love is a Losing Game. Un testo studiato a Cambridge, paragonato ai poemi di Sir Walter Raleigh. Stronger Than Me, (There is) No Greater Love, Take the Box, Just Friends, What is About Man, fino a You Know That I’m No Good e Back to Black. Pietre miliari con cui ricordare una vita vissuta intensamente con la musica, fino alla fine.

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Reclaiming Amy, un documentario per ricordare un’icona

Amy Winehouse durante un’intervista.
Ph: Oscar Lasa

La musica è l’unica cosa che ti dà ancora e ancora senza chiedere nulla in cambio.” Reclaiming Amy ripercorrà la vita di Amy Winehouse attraverso le sue parole. La sua voce riconoscibile fra mille accompagnerà le testimonianze degli amici, dei genitori, delle persone che hanno conosciuto la vera ragazza londinese dai capelli strani. “Non credo che il mondo conoscesse la vera Amy, quella che ho cresciuto, e non vedo l’ora di offrire al pubblico una grande opportunità: la comprensione delle sue radici e una visione più profonda della vera Amy“. Un estratto dal documentario che riporta un pensiero di mamma Janis Winehouse-Collins. Proprio la madre sarà la voce narrante del documentario targato BBC. “Amy faceva sempre quello che voleva” Janis racconterà quell’ultimo colloquio con la figlia. “Ricordo esattamente. Le dissi: ‘Amy, ti voglio bene’. E lei rispose: “Ti voglio bene anch’io, mamma’

Il documentario avrà come location il Camden’s Jazz Cafe. Locale storico dove Amy Winehouse si è, più volte, esibita. In quel luogo era di casa e proprio da lì partiranno le testimonianze della madre. “Voglio che Amy sia ricordata come la ragazza dolce e talentuosa che era.” Reclaiming Amy avrà una durata di un’ora e sarà disponibile da questa sera, alle 21, sul canale Two della BBC.

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