‘Andy is back’, Andy Warhol riabbraccia Napoli nelle sale del PAN

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Andy is back

Andy is back è una promessa di meraviglia e delicatezza. Un ritratto diverso e intimo che ridisegna i contorni di un artista troppo conosciuto. La mostra arriva al Palazzo delle Arti di Napoli, prodotta da Navigare srl, con il patrocinio del Comune di Napoli. Dal 16 aprile al 31 luglio 2022, l’artista della Pop Art sarà visibile nelle sale del museo. Abbiamo incontrato il curatore Edoardo Falcioni che ci ha gentilmente fornito una guida di lettura e un occhio di riguardo sui lati meno conosciuti dell’anima poliedrica di Warhol.

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Andy is Back: Warhol torna a Napoli con un caleidoscopio di sfaccettature inedite

Andy is Back
A sinistra l’inedita opera Querelle e la copertina dell’album, Emotions in Motion, di Billy Squier Ph: Ramona Fruilo

Alcune vite nascono per divenire leggende, altre, invece, sono destinare a divenire divinità. Come ogni dio, Andy Warhol è stato distrutto, bistrattato, celebrato, idolatrato, seguito. Oggi, il ragazzo di Pittsburgh ritorna a Napoli in una mostra che ridipinge i mille volti non soltanto dell’artista, ma dell’uomo nella sua interezza. ‘Andy is Back‘ è l’esperienza nata dal curatore Edoardo Falcioni e prodotta da Navigare srl; con il patrocinio del Comune di Napoli. 130 opere per un percorso ben delineato. Stanza dopo stanza si potrà assistere a un coinvolgente viaggio nelle tappe dell’esistenza dell’artista. Dal 16 aprile fino al 31 luglio 2022 la mostra è aperta al pubblico al Palazzo delle Arti di Napoli.

Sin da subito ci si ritrova immersi nell’arte dell’icona della Pop Art. Le Marilyn, i Mao, i Flowers e Liz Taylor. Le riproduzioni su skateboard delle Campbell’s Soup e i vestiti con le serigrafie delle Brillo Box aprono la serie di litografie, disegni, fotografie e memorabilia. Ricordi di un uomo e delle frequentazioni mondane allo Studio 54. Fino al legame con Keith Haring, Lucio Amelio, Joseph Beuys e Mick Jagger. Le polaroid e gli studi preparatori di Ladies and Gentlemen e Stick Fingers.

Una sala è interamente dedicata al legame di Warhol con Napoli, con le opere Vesuvius, e al ricordo della collaborazione dell’artista con Il Mattino. La prima pagina del 26 novembre 1980, con il titolo Fate Presto, appare nella sua veste gigante. La pagina fu ripresa da Warhol nel progetto Terrae Motus in collaborazione con Lucio Amelio. Sarà visibile insieme all’archivio storico del quotidiano, esposto in occasione dei 130 anni.

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Edoardo Falcioni e l’anima intima di Andy Wahrol: l’artista che domina il tempo

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Il curatore Edoardo Falcioni
Ph: Roberto Improta

Abbiamo avuto occasione di intervistare il curatore Edoardo Falcioni che ci ha regalato una sfumatura diversa dell’artista, dell’uomo, della divinità Andy Warhol, dalla vita privata al legame con le tematiche queer.

All’interno della raccolta di opere c’è modo di scorgere un ritratto più intimo dell’artista?

Certo, abbiamo voluto porre un contrasto: le foto dello Studio 54 e i suoi autoritratti, tra i quali spicca quello poco prima di morire. Il suo volto è quasi simile a quello di un semidio impassibile ed è quasi un’opera premonitrice, poiché fu realizzata poco prima della morte. Accanto a esso c’è poi un ritratto molto piccolo, storico e unico, che è invece un autoritratto degli anni ’70. A seguire troverete la serie molto celebre di Warhol in Drag, realizzata dal suo amico Christopher Makos, in cui Warhol è ritratto nei panni di un travestito. Dopo l’uomo travestito quindi diciamo Una riflessione sul tema del travestimento e del tema del drag.”

Ci può parlare del suo rapporto con Andy Warhol?

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La serie Wahrol in Drag, fotografata da Christopher Makos
Ph: Ramona Fruilo

“Il mio rapporto con Warhol nasce ormai una decina d’anni fa, quando ho scoperto il Warhol che tutti noi conosciamo, quello delle Campbell’s Soup e delle Marilyn, dei Mao. Tuttavia, il Warhol che a me sta cuore è chiaramente quello meno conosciuto. Quello che voglio porre più in risalto è il suo rapporto appunto con la musica, i suoi ritratti di Mick Jagger, tutti gli artisti con cui è entrato in contatto. I ritratti dei fashion designer e il rapporto con la moda. Abbiamo le Polaroid originali di Valentino, di Armani, di Jean Paul Gautier e di Versace. Dunque, il Warhol più inedito. Mi piace sempre sottolineare e porre in risalto le opere meno conosciute di questo grandissimo gigante della storia dell’arte.”

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Cos’ha voluto lasciare ai visitatori che verranno a visitare questa mostra?

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Opera della serie Ladies and Gentlemen
Ph: Roberto Improta

Abbiamo voluto lasciare al visitatore la possibilità di farsi un’idea su Warhol, più che come artista come sperimentatore. Di come Warhol abbia saputo saltare da un ambito all’altro, da un’arte all’altra:

Quel Warhol che ha unito le arti visive, per le quali è celebre, dalle serigrafie, alle litografie e alle opere da pittore; Il Warhol designer, ci sono i vestiti serigrafati da lui. Egli ha dimostrato quindi che un vestito è al pari di una tela, di un supporto tecnico; Il Warhol designer di cover musicali. Il Warhol dedito al ritratto dell’emarginazione. La serie Ladies and Gentlemen, commissionata sempre da Luciano Anselmino nel ’75, è la dimostrazione di come Warhol pose, anche in questo internato contesto storico che sono gli anni ’70, un’attenzione particolare ai temi dei travestiti, dell’emarginazione. Tant’è che Pasolini, in dei suoi ultimi scritti prima di morire, scrisse un saggio su questa serie e sul ruolo dell’arte come manifestazione delle masse e dei movimenti delle stesse. Un Warhol, dunque, ispiratore.