Animali morti come biocarburanti? Arriva la proposta UE, animalisti furiosi

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Animali morti

Animali morti come biocarburanti? È questa la clamorosa proposta del Parlamento e del Consiglio Europeo che ha mandato su tutte le furie ambientalisti e produttori di cibo per animali. Ma come si è arrivati a questo punto? Tutto parte da una legge da modificare, che servirebbe a rendere il nostro modo di viaggiare più “sostenibile”. Andiamo a scoprire meglio il tutto.

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Animali morti come biocarburanti? Arriva la clamorosa proposta della UE

cani bonus bauTutto parte dall’iniziativa ReFuelEU Aviation, che si propone nei fatti di aumentare la percentuale di carburanti sostenibili presenti nell’aviazione dell’Unione Europea. In un momento in cui gli aerei, (soprattutto i jet privati) sono sotto attacco per il loro potere inquinante e molti ne stanno proponendo la riduzione, c’è una corrente di pensiero che propone di ridurre il loro impatto ambientale senza per questo incidere sul numero degli aerei presenti. Come detto, la proposta è quella di intervenire sulla percentuale di carburanti ecosostenibili presenti negli aerei.

Va detto che la proposta della UE non è nuova; infatti era già contenuta nel “Fit for 55” (in italiano “Pronti per il 2055”) pacchetto di interventi nati con l’obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030. Ma negli ultimi tempi qualcosa è cambiato.

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Animali morti come biocarburanti? L’aggiornamento della proposta che fa scalpore

Ue ferma allevamentiNella fase iniziale della proposta, per produrre biocarburanti dovevano essere utilizzati soltanto grassi animali di categoria 1 e 2. Qui rientravano “scarti” di animali morti per malattia che non avrebbero potuto avere alcun altro uso. In particolare non potevano essere usati come cibo per altri animali.

Nell’ultimo aggiornamento della proposta, invece, la legge sui carburanti per jet sarà ampliata. Infatti arriverà a contenere anche rifiuti animali di categoria 3. Si parla in questo caso di tutti i rifiuti degli animali da macello che, per scarsa appetibilità o per scelte di mercato, non possono essere commercializzati. Ad esempio le zampe di gallina, o tutte quelle parti degli animali che solitamente non mangiamo.

In pratica, i pezzi di animali morti che non finiscono nel nostro piatto, serviranno per far volare gli aerei.

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Animali morti come biocarburanti? Le proteste di aziende e animalisti

La proposta ha suscitato molto scalpore, soprattutto tra le aziende che producono cibo per animali domestici. Resta davvero stupita Rosa Carbonell, la presidente della Fediaf, l’associazione degli alimenti per animali domestici. Carbonell lamenta la scarsità di grassi animali di tipo 3, che potrebbe compromettere l’alimentazione di tanti dei nostri amici a quattro zampe.

Ma su tutte le furie sono anche le associazioni ambientaliste, che parlano di una scelta che non è per nulla “verde”. Infatti i componenti utilizzati per questi nuovi carburanti sarebbero tutto fuorché sostenibili e rischierebbero di avere un grosso impatto ambientale su diverse parti della terra.

Infine sono preoccupate anche le aziende aeree: notizie del genere potrebbero minare la fiducia dei clienti verso un settore già in crisi.

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