Anime pezzentelle: il culto dei morti fra leggenda e storia

0
245
Anime

Il culto delle anime pezzentelle è un legame antico e misterioso tra Napoli e l’aldilà. Particolare attenzione è data al purgatorio, inteso come occasione di riscatto, più che di dannazione o redenzione. Si tratta di una tradizione che si fonde con l’origine pagana della città stessa e si esplica in una forte spiritualità.

Ti consigliamo come approfondimento – Aldilà: ritrovata la più antica mappa del viaggio verso l’altro mondo

Anime pezzentelle: una spiritualità profana

AnimeNel corso dei secoli, Napoli ha tenuto in forte considerazione la morte delle anime dannate e “pezzenti”. Il termine traduce una condizione di miseria e speranza. Da qui deriva appunto la nascita e la diffusione del culto delle anime pezzentelle. La devozione ha trovato terreno fertile nella città che, nonostante le miserie, si è fatta rifugio per i vivi per rimediare ai propri peccati.

L’usanza di rendere omaggio alle statuette dei defunti, con l’auspicio che questi vegliassero sui vivi, è profondamente pagana. A tal fine sorgono luoghi devozionali come la chiesa di Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco e il Cimitero delle Fontanelle. Qui possiamo trovare, fra le tante anime, la capuzzella di “Donna Concetta”. Si dice che quando la sua testa suda sia in grado di purificare e soddisfare i desideri e le intenzioni di chi la sfiora.

Ti consigliamo come approfondimento – Whatsapp si tinge di Napoli:il gesto “ma che vuò?” diventa un’emoji

Anime pezzentelle: come nasce il culto delle capuzzelle

Anime

È a partire dal Seicento, dall’epidemia di peste, che il legame con la morte si infittisce, divenendo motivo di speranza per i sopravvissuti. Questi diffusero l’idea che la pestilenza si fosse abbattuta su di loro per i peccati della popolazione. Fu allora che divenne importante venerare la morte. Così, i vivi, per espiare i propri peccati, si preoccuparono dell’assoluzione delle anime in paradiso.

I sopravvissuti dedicarono parte della loro vita a omaggiare e curare le anime di coloro che in vita furono abbandonati, considerati “pezzenti”. A loro era attribuito il dono di esaudire le preghiere di chi le aveva curate. Ad esempio, nel Cimitero delle Fontanelle, luogo più emblematico e misterioso di Napoli, è conservata una capuzzella con il velo e la corona. Si dice fosse di una giovanissima principessa morta subito dopo le nozze, che il popolo omaggia come protettrice delle spose.

Ti consigliamo come approfondimento – Napoli: apre The Spark Creative Hub, tra libri, design e creatività

Anime pezzentelle: legame fra la vita e la morte

AnimeLa miseria legava i vivi ai morti alla soglia della dannazione. Per espiare i propri peccati, i vivi si prendevano cura delle anime anonime. Si credeva, infatti, che coloro che le accudivano avrebbero un giorno ricevuto il perdono o la grazia.

Adottare una capuzzella diventa un rituale fondamentale nella vita del popolo partenopeo. Era abitudine appoggiarle su un altarino nelle proprie abitazioni, adornarle di fiori e merletti. Si tenevano illuminate con la luce di una candela così da poter vegliare sui vivi.

In questo modo, i morti potevano mostrare una pietà che in vita non erano stati capaci di dimostrare. Per contro, i vivi potevano, con sentita devozione, fare ammenda delle loro colpe.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here