“Stiamo venendo a prendervi”: Anonymous minaccia i pedofili in rete

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Di recente è stata scoperta una grande rete di revenge porn su Telegram, il programma di messaggistica ideato dai due fratelli russi Pavel e Nikolaj Durov. Su gruppi da 50.000 iscritti venivano scambiate foto di nudi – anche di minori – a volte con anagrafica e contatti. Gli utenti commentavano gli scatti, inneggiando allo stupro e minacciando le ignare vittime. Oltre alla pronta risposta delle forze dell’ordine e dell’opinione pubblica, ora scende in campo anche Anonymous con un video. Si tratta di una forma di attivismo digitale a opera di hacker che agiscono nell’anonimato. “Stiamo venendo a prendervi!” è la minaccia ai maniaci sul web.

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Anonymous lancia l’operazione RevengeGram

revenge porn anonymousGli Anonymous italiani sono intenzionati a non lasciare impuniti i soggetti che hanno realizzato questo network online di revenge porn e pedopornografia. Infatti, il 10 aprile AnonymousLulzSec (altro importante collettivo di hacker) italiani, attraverso un videomessaggio, hanno lanciato l’operazione RevengeGram.

Hanno individuato indirizzi IP, caselle di posta, nomi e archivi di alcuni molestatori e li hanno divulgati online. I maniaci del web vengono da tutta Italia e il materiale in loro possesso riguarda giovanissime e donne adulte. Si tratta di foto intime (inviate dalle vittime a persone di cui si fidavano ma che hanno diffuso senza consenso gli scatti) e di immagini rubate da profili social. I nomi delle cartelle sono inequivocabili, come i commenti degli utenti coinvolti nel traffico di dati.

Anonymous: “Stiamo venendo a prendervi”

Nel videomessaggio, gli hacker di Anonymous e LulzSec Italia si rivolgono ai diretti interessati, che si credono erroneamente al sicuro nell’anonimato del web. “Stiamo venendo a prendervi” afferma il soggetto ripreso, che indossa l’inconfondibile maschera bianca del rivoluzionario inglese Guy Fawkes. Sui canali incriminati, spiegano “ci sono tutti quei contenuti definiti revenge porn che mettono pubblicamente alla gogna persone, per la maggior parte donne e ragazze, che hanno condiviso le proprie foto intime fidandosi del destinatario. Per questo abbiamo deciso di lanciare l’operazione #OpRevengeGram con lo scopo di contrastare questi infami criminali che celandosi dietro l’anonimato di internet si fanno beffe della società fregandosene delle possibili conseguenze che le loro azioni hanno sulle vittime“.

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L’attivismo di Anonymous

revenge porn anonymousNon è la prima volta che Anonymous si mobilita per un’azione di massa di questo tipo. Uno dei casi più celebri risale al 2011. È quello della distruzione di Lolita City, un insieme di siti del dark web dedicati alla pedofilia. Anche in quel caso, le informazioni personali dei 1589 utenti furono rese pubbliche e divulgate.

Oggi il collettivo di hacker torna sul tema con una nuova battaglia. Sui gruppi di Telegram al centro dello scandalo ci sono profili che inneggiano al nazismo, alla violenza di genere e al sesso selvaggio. Molte delle immagini diffuse o nei drive sono a pagamento. Anonymous, quindi, ha anche rintracciato diversi account PayPal dove i criminali riscuotevano gli introiti del loro giro d’affari. Stando a quanto ritrovato, si tratta di un “mercato” abbastanza redditizio.

Anonymous invita le persone oneste e per bene a collaborare, partecipando a questa “caccia all’uomo” e segnalando ogni informazione utile.

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