Anonymous contro la Russia, hackerati Tv, siti difesa e documenti

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Anonymous Russia

Anonymous Russia – Il Presidente russo Vladimir Putin ha dato inizio nella notte del 24 febbraio all’invasione dell’Ucraina. Le azioni militari e i bombardamenti nella città di Kiev hanno ufficializzato il conflitto Russo-Ucraino sul territorio. L’UE e la Nato cercano la strada della diplomazia. Il gruppo collettivo di hacker chiamato Anonymous ha iniziato una guerra parallela nel cyberspazio e non sono pochi i suoi alleati, anche “inaspettati”. Vengono attaccate le infrastrutture russe per minare la sicurezza nazionale. Non mancano però assalti di altro tipo: Mosca inizia a pagare cara la guerra sul fronte della globalizzazione.

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Anonymous Russia: il conflitto che rischia di isolare Mosca

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Il conflitto Russo-Ucraino oltre che con le truppe, si sta combattendo anche nel cyberspazio. I Russi hanno cominciato una guerra informatica cercando di neutralizzare i sistemi ucraini. Il 14 febbraio il Csirt (Computer Security Incident Response Team, che in Italia è un ramo dell’Acn, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale) aveva inviato un’allerta significativa sul rischio cyber. Sarebbero arrivati impatti collaterali a carico di infrastrutture ICS (Industrial Control Systems) interconnesse con il cyberspazio ucraino.

L’Agenzia italiana per la cybersicurezza nazionale ha elevato il livello di attenzione a enti, organizzazioni ed aziende che hanno rapporti con soggetti ucraini. Gli attacchi informatici miravano alla cancellazione di dati su dispositivi. La cancellazione dati avrebbe portato al non corretto funzionamento del sistema operativo in esecuzione. L’offensiva mira a indebolire la capacità di reazione di Kiev. Nel giorno stesso dell’attacco russo alle città ucraine, l’UE ha condannato l’invasione russa. Ogni cyberattacco e la campagna di disinformazione dei media “doveva cessare”.

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Anonymous Russia: il collettivo si schiera con l’ Ucraina contro Putin nel cyber spazio

Anonymous RussiaIl collettivo Anonymous è sceso in guerra accanto all’Ucraina aprendo lo scenario a una vera e propria guerra cibernetica. Il primo obiettivo sensibile colpito sono stati i siti web governativi russi. Gli hacker li hanno neutralizzati rendendoli irraggiungibili. A cadere quello del Cremlino e del Ministero della Difesa. Successivamente sotto l’attacco degli hacker sono finite l’emittente russa RT e il sito dell’autorità per le telecomunicazioni. Subito dopo il sito dell’azienda produttrice di armi Tetraedri è stato oscurato. In pochi giorni 300 siti internet di compagnie, banche e media statali russi sono stati attaccati. I portali delle compagnie energetiche che gestiscono il gas, Gazprom, Rosneft e Lukoil sono stati neutralizzati.

La Bielorussia è il paese confinante che sta per scendere in campo accanto ai russi. Qui si trova lo snodo ferroviario per le truppe russe, ma anche quello è paralizzato. Questo attacco hacker del collettivo ha rallentato il dispiegamento dei militari russi per un po’.

Ultimi aggiornamenti: diverse multinazionali dell’intrattenimento hanno isolato la Russia. L’ultima in ordine di tempo è stata la Disney, che insieme a Sony e Warner ha sospeso l’uscita dei suoi prodotti nello Stato governato da Putin. Ma la Russia non ci sta: alcuni aerei hanno distrutto la torre della tv di Kiev, praticamente spegnendo i canali televisivi in tutta l’Ucraina. Anche lo sport diventa arma di esclusione digitale: EA Sports, la famosissima casa produttrice di videogiochi, ha annunciato che rimuoverà la nazionale russa e tutte le squadre di calcio russe dai giochi FIFA 22, Fifa Mobile e FIFA Online.

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Anonymous Russia: il cyberspazio viene utilizzato anche per sostenere l’Ucraina

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Con la minaccia di una guerra nel cyberspazio e l’appello del vice primo ministro (e ministro per le telecomunicazioni) ucraino Mykhailo Fedorov, Elon Musk ha messo a disposizione dell’intero paese il suo Starlink. Starlink è un sistema di connessione satellitare in grado di far arrivare la banda ultra larga a bassissima latenza in ogni angolo del pianeta. Sono stati lanciati in orbita 50 satelliti Starlink per supportare i sistemi informatici ucraini in caso di attacco informatico. Il digitale nel conflitto russo-ucraino assume un ruolo centrale, nel male ma anche nel bene.

Per raccogliere sostegni agli eserciti ucraini e per la popolazione entra in gioco anche il mondo della criptovaluta, unico mezzo economico sicuro e non indebolito dal contesto bellivo. Al momento sono stati stanziati 50 milioni di dollari in bitcoin per supportare gli ucraini. Sono state create delle DAO (organizzazioni autonome decentralizzate) per aiutare l’esercito. Prima tra tutte l’Ucraine DAO composta da Pussy Riot (gruppo russo di protesta femminista punk rock con sede a Mosca), Trippy Labs (artista digitale e fondatore di Entopic) e PleasrDao (collettivo di artisti e collezionisti digitali). Le raccolte si effettuano attraverso l’utilizzo di NFT (non fungible token), una certificazione digitale che rende unica una gif o una canzone digitale.

Il conflitto è ancora in atto e l’apertura di un tavolo per le trattative non ha convinto Putin, che sempre più isolato ha cominciato a inviare nuove truppe sul territorio ucraino. La guerra su due fronti è ancora aperta e minaccia le porte dell’Europa.

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