Antonella Pollinzi, la vita straordinaria di una Miss Mal: cosa c’è di diverso?

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Antonella Pollinzi

Diario semiserio di una Miss Mal, il libro di esordio di Antonella Pollinzi è una rarità formidabile. Una raccolta di riflessioni e di episodi della vita comune di una persona che per la società è poco comune. Affetta da atassia cerebellare, l’autrice (in arte AntoCri) si racconta per Informa Press. È un bagaglio di sorprese e di sogni di una donna che ha grandi progetti. 

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Antonella Pollinzi: un diario di esperienze di una donna come tante

Antonella PollinziTanti sogni e tanti ricordi di una vita concreta, che non ha le pretese di presentarsi come unica. Questo il fantastico racconto di Antonella Pollinzi nella sua opera di esordio. Diario semiserio di una Miss Mal è la raccolta di vari episodi di una donna che non vuole essere definita diversamente abile. AntoCri, questo il suo nome d’arte sui social, è una scrittrice che ha un solo obiettivo: abbattere le barriere e le differenze.

Dalle canzoni e dai lavoretti immortalati su YouTube alle foto su Instagram. Amici, familiari, collaboratori: personaggi della vita di una donna straordinaria. Antonella Pollinzi è nata con una malattia genetica molto rara: atassia cerebellare. Il suo cervelletto non le consente di avere equilibrio, eppure AntoCri ha sviluppato un grande equilibrio mentale. Scrivere è il suo modo di esistere e il suo sogno è di continuare a farlo.

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Diario semiserio di una Miss Mal, Antonella Pollinzi racconta il suo mondo

Antonella PollinziIl tuo primo romanzo, Diario semiserio di una ragazza Miss mal, rappresenta uno spaccato importante della tua vita. Qual è la storia racconti ai tuoi lettori?

“Miss mal è un termine del dialetto ferrarese e vuol dire messa male. A me non piace usare parole come diversamente abile, handicappato, spastico e così via. Miss mal è un modo molto carino per definirmi. Dopo tutto, tutti siamo Miss mal. Miss mal di famiglia, miss mal di lavoro, miss mal di amici, miss mal economicamente. Questo libro è un’autobiografia dove parlo dei miei interessi, delle mie passioni, dei miei sogni e della mia quotidianità. Un po’ diario e un po’ libro in cui cerco di evidenziare non la mia diversità, ma le mie somiglianze in chiave molto comica.”

La tua caratteristica più grande è un grande sorriso che l’atassia cerebellare non riesce certo a smorzare. Quali sono i sogni di Antonella Pollinzi?

“Ne ho tanti, come immagino i ragazzi della età. Più piccoli, più grandi, non importa. Il mio più grande sogno sarebbe quello di vedere Cristina d’Avena, è il mio idolo. Vorrei andare a un concerto, ma purtroppo l’equilibrio e la mancanza di macchina non me lo permettono. Tra i miei sogni e speranze c’è certamente la fine della pandemia. Sarebbe bello tornare alla normalità, ritrovare gli amici. Abbiamo perso tanto, manca il dialogo con le persone, gli amici, i familiari. Inoltre, vorrei che il mio libro arrivasse a quante più persone possibili.”

Antonella PollinziHai una grandissima forza che a volte manca a tante persone. Compensi la mancanza di equilibrio fisico con tanto equilibrio interiore per aiutare gli altri. Ci racconti il tuo impegno con le associazioni di volontariato?

“Il mio non è un lavoro, purtroppo non ne ho uno. Mi devo arrangiare con dei lavoretti fai da te, piccole creazioni che vendo tramite il mio canale YouTube. Spero che scrivere libri possa diventare un lavoro. Ho scoperto che mi piace molto farlo. Ce ne sono di cose nel mondo da scrivere, non finirei più.
Collaboro con l’Associazione Casa e Lavoro e lì abbiamo imparato l’autonomia. Infatti io vivo da sola, ho imparato a gestire ogni aspetto della mia vita. Avendo studiato all’alberghiero e guardando mia madre e mia nonna da piccola ho imparato anche a cucinare. Non sono sola, l’aiuto delle associazioni è fondamentale. Mi ha aiutato a praticare anche lo sport. In aggiunta, anche l’Associazione Calimero e la Onlus Lo Specchio rappresentano un supporto e un aiuto a 360°. Si organizzano gite, vacanze: ci spingiamo a fare e dare il meglio, nonostante i nostri limiti.”

Antonella PollinziSappiamo che stai lavorando già a un nuovo libro. Di cosa parlerà?

“Non voglio spoilerare niente, ma posso dire che nel prossimo libro parlerò ancora dei Miss mal. Racconterò di diverse cose, sia belle, sia meno belle. Esistono anche le cose negative, anche se vorrei fare a meno di credere che esistano. Vivo esattamente come hanno vissuto gli altri, come vive chiunque. Scriverò di altro ancora per fare in modo che il mio messaggio arrivi a più persone possibili. Su questa Terra si fanno ancora troppe distinzioni. Ci sono troppi pregiudizi. Vorrei che le persone aprissero cuore e mente e smettessero di distinguere tra gay ed etero, tra abili e disabili e tra bianco e nero. Tutti siamo diversi a modo nostro. La normatività non esiste, l’essere umano è umano con tutti i suoi difetti e tutte le particolarità che lo contraddistinguono. Le persone devono essere rispettate, basta con il bullismo.”

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Grazie per questa chiacchierata, Antonella Pollinzi. Quali consigli ti sentiresti di dare a chi arriva, come te, a riconoscersi come una Miss Mal?

“Posso e voglio dire che siamo tutti unici, io e te. Chi è in carrozzina, chi ha la sindrome di Down, chi gay, chi etero, ci sono io che non ho equilibrio e così via. Tutti siamo unici, ma non vuol dire che siamo diversi. Chi se ne frega qual è la persona più normale di questo mondo. Non esiste una persona normale. Miss Mal è solo un modo ironico, un modo che ho coniato per dare motivazione.

Penso che tutti debbano essere sereni. Le persone come me, chiunque. Dobbiamo portare pazienza, non arrabbiarci. Tutte quelle persone devono cercare di vivere la vita a pieno, perché la vita è bella. I Miss Mal devono osare, osare tanto. Devono fare ciò che vogliono, al di là dei limiti che gli altri ci impongono. Se io voglio farmi i capelli verdi, lo faccio a prescindere dai miei anni o da ciò che pensano gli altri.
Chiunque può fare quello che vuole. Ho preso una sedia, un foglio e una penna e ho iniziato a scrivere. Si inizia sempre da qualcosa, al resto si arriva col tempo.”

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