Quando Partenope incontra l’Irpinia: la musica dolce di Antonio Scafuri

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Antonio Scafuri

Il confine per l’arte è sempre un’opportunità, perché accoglie influssi che poi chi ha una spiccata sensibilità trasforma in elementi unici: la cucina è un esempio fondamentale, ma altrettanto iconica è la musica. Ed è proprio sul confine, quello tra Napoli e l’Irpinia, che nasce la storia di Antonio Scafuri. Classe ’91, rifiuta le classiche etichette definendosi “uno a cui piace fare musica” e presto ad accoglierlo ci sarà il Meeting degli Indipendenti, in programma a Faenza dal 30 settembre al 2 ottobre 2022. Ma andiamo a conoscerlo meglio.

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Antonio Scafuri: la scalata di un indipendente

Nato ad Avellino, Antonio Scafuri vive da sempre a Baiano, in quel confine tra Avellino e Napoli che diventerà in breve tempo parte integrante delle sue sonorità.

Si avvicina alla musica fin da piccolo e impara a cantarla e suonarla (studia chitarra da quando aveva nove anni) nel solco di molti grandi della canzone: Pino Daniele, Enzo Avitabile, Bob Marley, Lucio Dalla, Fiorella Mannoia, Fabrizio De André.

Solo da grande però inizia anche a scrivere musica, fondendo urban e world music e creando uno stile decisamente unico. Finora ha all’attivo tre singoli (03.00 a.m.; Ridere; Lassame sta’) in cui esplora le diverse emozioni dell’animo umano. Con lui abbiamo fatto quattro chiacchiere sul suo presente e futuro e sull’importanza della musica.

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Intervista ad Antonio Scafuri: “Esiste sempre una speranza, è questo il mio messaggio in musica”

Antonio Scafuri, benvenuto ai microfoni di Informa Press. Ascoltando i tuoi tre singoli finora pubblicati, è impossibile non notare un fil rouge tra i protagonisti delle tue storie. Sono tutti ragazzi che ricercano una condivisione di affetti per affrontare una vita che sembra metterli a terra. Quanto c’è di te in loro?

In ogni pezzo c’è una parte di me, più o meno nascosta. Anche quando pensi di scrivere qualcosa di altro, di distante da te stesso, poi finisce sempre che nei testi metti una parte che comunque ti appartiene o che ti ha segnato, inevitabilmente.
Certo, la vita è difficile, ma i rapporti umani, le relazioni d’amore o di amicizia, ti aiutano ad affrontarla. Per quante batoste puoi ricevere, per quanta tristezza puoi provare, c’è sempre la possibilità di dire “vinco io”. È questo ciò che voglio trasmettere con la mia musica: che esiste sempre una speranza.

A un certo punto per te la musica è diventata un gioco molto serio, non solo un’arte ma una medicina. Ci racconti dei laboratori di musicoterapia per bambini?

La musica è iniziata come un gioco, poi è diventata sempre più importante; di conseguenza anche il mio impegno per realizzare concretamente delle tappe in questo settore è cresciuto sempre di più. Ma il progetto che riguarda la musicoterapia è a me molto caro, sia perché adoro i bambini – d’altronde, io stesso mi sento ancora un po’ bambino – sia perché credo che la musica non solo possa aiutare i ragazzi, ma possa contribuire alla loro crescita in un modo più giusto. Il binomio musica-bambini per me è fondamentale, oltre ad essere una fantastica esperienza.

Il 2022 è stato per te ricco di soddisfazioni, la partecipazione al Meeting degli Indipendenti è solo l’ultima in ordine di tempo. Quali saranno i tuoi prossimi passi da cantautore? Puoi darci qualche anticipazione?

Sicuramente l’incisione e la pubblicazione di un EP; sarà composto da 4 pezzi inediti, e sono già a lavoro con tutte le professionalità che partecipano al mio progetto. Non mancheranno diverse collaborazioni che sto portando avanti, sia con artisti che con etichette. Sono in movimento su tanti fronti e l’intenzione e quella di non fermarsi mai.

Intanto continua un 2022 splendido per Antonio Scafuri:

  • Finalista al contest “IVisionatici” a Roma, dove si aggiudica il premio IMF Create Your Song Award – Disco Mare (in coppia con Sandro Amato);
  • Selezionato per il prestigioso Summer Day Music Fest (per la direzione artistica di Franco Iannizzi);
  • Da qui guadagna l’accesso al già citato palco del Meeting degli Indipendenti.

Un anno luminoso, per una carriera tutta da suonare, alla quale non possono che andare i nostri migliori auguri.

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