Anziani Rsa: la solitudine che uccide più del Coronavirus

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Anziani Rsa: la solitudine che uccide più del Coronavirus. Nelle strutture residenziali per anziani, le vaccinazioni hanno superato il 90% degli ospiti. Oggi, non è più il virus a fare paura, ma l’isolamento che, da oltre un anno, tiene distanti gli anziani dai loro cari.

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Anziani Rsa: la solitudine che uccide più del Coronavirus

Anziani RsaDa circa 400 giorni, le persone anziane o comunque non autosufficienti ospitate nelle Rsa non possono abbracciare i loro cari. Qualche videochiamata e nulla più. La situazione sta diventando davvero insostenibile. A fronte dell’arrivo del vaccino anche nelle RSA, nulla è cambiato rispetto a un anno fa. Che senso ha tutto questo? Nessun senso, ovvero un senso tremendo. Per le persone più fragili, a livello fisico e mentale, per le persone anziane, l’attesa per un sorriso, un abbraccio, una stretta di mano, può significare tutto. Solo chi ha vissuto una situazione simile può comprendere. Per chi è costretto a trascorrere così tanto tempo lontano dai propri cari, anche un solo istante può fare la differenza.

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Anziani Rsa: non uccidete la speranza

casa riposo lager, anziani RsaSe muore la speranza, muore tutto. Le Rsa sono diventate prigioni (dorate) chiuse. Niente visite parentali, nessuna uscita all’esterno, occasioni di incontro ridotte al minimo. Provate a immaginare di essere malati e lontani dalla vostra casa. I vostri occhi non fanno che fissare l’ingresso della struttura o della camera, nell’attesa di un volto amico. Provate ad immaginare che, da oltre un anno, quella porta sia sempre, desolatamente chiusa. Pensate al vostro stato d’animo che va deteriorandosi, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Fino a quando scatta l’ora della rassegnazione e non trovate più, dentro di voi, un solo motivo per vivere. Iniziate a lasciarvi andare, non mangiate più, non stimolate più il vostro cervello, il vostro cuore. Questo è ciò che sta succedendo.

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Anziani Rsa: attesa una riforma per l’assistenza anziani

sesso anziani coppia, Anziani RsaNell’autunno scorso, il Ministro Speranza ha istituito una apposita commissione per studiare un nuovo modello di assistenza sanitaria. La direzione intrapresa sarebbe quella di favorire la degenza presso il proprio domicilio, aumentando le ore di assistenza domiciliare integrata (sia a livello sanitario che sociale). Fondamentale, in tal senso, sarebbe quindi la ridefinizione del concetto (teorico/pratico) di assistenza domiciliare. Ove ciò non fosse possibile, per motivi logistici o medici, si potrebbero creare strutture a ridotta capienza (max 15/20 ospiti) con ambiente il più possibile familiare. L’importante è non lasciarli soli o farli sentire abbandonati a se stessi. Uccide più la solitudine della malattia.

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