Anziano da solo, conseguenze per la salute e psicologiche

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Lasciare un anziano da solo può avere gravi conseguenze sulla sua salute e sul suo benessere, sia dal punto di vista psicologico che da quello fisico. Gli anziani sono particolarmente vulnerabili e hanno bisogno di supporto e compagnia per mantenere uno stato di salute ottimale. In questo articolo, esploreremo l’importanza di non lasciare un anziano solo, sia per una questione psicologica che per la sua salute e controllo.

Perché non si deve lasciare un anziano da solo?

Dal punto di vista psicologico, la solitudine può avere un impatto significativo sulla salute mentale e sul benessere degli anziani. L’isolamento sociale può causare sentimenti di tristezza, depressione e ansia. Senza un adeguato supporto e compagnia, gli anziani possono sentirsi abbandonati, inutili e svantaggiati. La presenza di altre persone può offrire conforto emotivo, stimolo mentale e senso di appartenenza.

La compagnia e l’interazione sociale sono fondamentali per mantenere attivi la mente e il corpo degli anziani, tanto che anche la legge italiana si sta adeguando con un Ddl dedicato.

Lasciare un anziano da solo può portare a una diminuzione delle attività sociali e ricreative, limitando le opportunità di interazione con gli altri. La mancanza di stimoli sociali può portare a una riduzione delle capacità cognitive, problemi di memoria e rallentamento delle funzioni mentali. Al contrario, l’interazione sociale può contribuire a mantenere la mente attiva, migliorare le abilità cognitive e promuovere un migliore stato di salute generale.

Conseguenze fisiche e di salute

Dal punto di vista fisico, la presenza di una persona di supporto può contribuire a prevenire incidenti e lesioni. Gli anziani possono essere soggetti a cadute, incidenti domestici o altri problemi di salute improvvisi. La presenza di qualcuno può fornire un aiuto immediato in caso di emergenza e garantire che gli anziani ricevano le cure necessarie tempestivamente. Inoltre, una persona di supporto può fornire un monitoraggio regolare delle condizioni di salute, rilevando eventuali cambiamenti o segni di malessere.

Anziani in compagnia e assistiti: i vantaggi

La presenza di un caregiver o di una persona di supporto può anche aiutare a garantire il corretto assunzione dei farmaci e il rispetto delle terapie prescritte. Gli anziani possono avere difficoltà a gestire i loro farmaci, a ricordarsi gli orari delle dosi o a seguire le istruzioni correttamente. La supervisione di un caregiver può contribuire a evitare errori nella somministrazione dei farmaci e a garantire una gestione adeguata delle terapie mediche.

Inoltre, la compagnia e il supporto di una persona possono influire positivamente sulla nutrizione e l’alimentazione degli anziani. Mangiare da soli può ridurre l’appetito e portare a una dieta sbilanciata. La presenza di un caregiver può incoraggiare l’anziano a seguire una dieta equilibrata, preparare pasti sani e garantire l’assunzione sufficiente dei farmaci per l’inappetenza negli anziani ove necessario.

Ovviamente la presenza di una persona di supporto può contribuire a migliorare la qualità della vita degli anziani. Gli anziani hanno bisogno di sentirsi amati, ascoltati e compresi. La compagnia e l’attenzione di una persona possono offrire conforto emotivo, stimolo intellettuale e un senso di sicurezza.  La compagnia adatta e professionale può fornire assistenza nelle attività quotidiane, come l’igiene personale, la mobilità e la gestione delle attività domestiche.

Disclaimer: “Questi testi non vanno intesi come indicazioni di diagnosi e cura di stati patologici, pertanto è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico curante”.

Fonti:  ospedalemarialuigia.it/depressione-senile/solitudine-depressione/

stateofmind.it/2020/11/solitudine-degli-anziani/