Arte e Coronavirus: Mariano Cervone, quando il riscatto parte da Scampia

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artbonus, arte

L’emergenza Coronavirus ha influito fortemente anche sull’economia del nostro Paese. Diversi infatti sono i settori che più hanno risentito dell’emergenza e tra questi rientrano senza dubbio l’arte e la cultura. Ma anche in una situazione del genere c’è chi riesce a parlare di bellezza tramite i propri canali social. Stiamo parlando di Mariano Cervone, lifestyle art blogger di Scampia. Appassionato di fotografia, arte, design e viaggi, riesce a far confluire perfettamente questi elementi all’interno suo blog l“Internettuale”. Mariano, coordinatore generale di un polo museale rimasto chiuso per il Coronavirus, continua a promuovere l’arte proprio tramite i suoi canali social.

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Arte e cultura: le passioni più grandi

arte mariano cervoneCiao Mariano, quando è nata la tua passione per l’arte?

“Da bambino. Avevo poco più di sei/sette anni quando giravo con mio padre la domenica mattina per musei. Naturalmente, a quell’età, non ero pienamente consapevole di cosa stavo guardando e dell’importanza che avevano quelle cose. Immaginavo comunque che le opere che osservavo fossero preziose perché era vietato toccarle e perché le persone le guardavano con ammirazione. Ricordo ancora la sensazione di benessere quando varcavo il luminoso atrio di un museo o di una chiesa napoletana. Credo che sia proprio questo ciò che più mi è rimasto e che ha continuato ad alimentare questo fuoco dentro di me”.

I social, i nuovi canali per diffondere l’arte

arteQuanto è importante oggi promuovere l’arte attraverso i social?

È fondamentale. I social, ora più che mai, sono le nostre “finestre sul mondo”. Non a caso il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha spronato i musei italiani a condividere mostre e opere tramite i siti web e i social. È giusto e doveroso che la rete sia pervasa dall’arte e dalla bellezza del nostro Paese per mostrarlo a quel pubblico di giovani che ne fa quotidianamente uso. Tutto ciò contribuisce alla formazione e crescita di una “consapevolezza” dell’arte che abbiamo”.

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Napoli, una finestra sul mondo

Napoli, de luca, arteTi definisci un blogger napoletano di Scampia. Quanto ha influito essere napoletano nel suo percorso?

“Mi definisco blogger perché, a differenza dei tanti influencer, io scrivo. Curo un blog sul quale approfondisco i temi di cui parlo sui social e che resta il mio primo punto di riferimento. Specifico che sono napoletano, e in particolare di Scampia, perché vivere in una città come Napoli, e in una periferia come Scampia, ti apre gli occhi sul mondo. Vivere a Napoli ti mostra la vita vera, al di là dell’aspetto patinato che risalta in rete. Rappresenta forse quella marcia in più per sviluppare una sensibilità e cogliere la bellezza anche dove apparentemente non c’è”.

Ai giovani di oggi che vogliono raggiungere un obiettivo quale consiglio daresti?

“Lavorare sodo e perseverare. La facilità d’uso di app come Instagram e Tik Tok diffonde l’illusoria certezza che basti postare qualche foto per sentirsi degli “influencer”. Ma la cosa fondamentale è lavorare sui contenuti, sulla voglia di comunicare e sull’importanza del messaggio da condividere con il mondo. Questo, al pari di tutti gli altri, è un lavoro che richiede impegno, costanza e passione. I giovani che desiderano affermarsi in questo settore devono lavorare tanto e bene, perché nulla al mondo ci viene regalato”.

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