Giustizia ad Arzano: uccisa di botte chiesti 20 anni per l’assassinio

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Arzano uccisa di botte

Arzano uccisa di botte dal marito per futili motivi, la Procura di Napoli ha chiesto 20 anni di reclusione per Vincenzo Garzia. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri il 15 ottobre 2020 con l’accusa di avere aggredito e picchiato a morte la compagna. Lucia Caiazza, 52enne  è deceduta in ospedale molti giorni dopo le percosse.

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Arzano uccisa di botte dal marito: la storia di Lucia

Arzano uccisa di botteNel 2020, anno del lockdown, sono aumentati i casi di violenza domestica e di femminicidio. Una delle tante tristi storie è quella di Lucia Caiazza. La 52enne era finita in ospedale dopo le tante percosse ricevute dal marito, Vincenzo Garzia. Caiazza è morta giorni dopo il suo arrivo in ospedale, il 14 maggio del 2020. Solo il 15 ottobre scorso Garzia è stato arrestato dalla Procura di Napoli con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. Le violenze domestiche però erano all’ordine del giorno, ma la donna non ha mai denunciato i fatti. Subiva calci e pugni senza fiatare tra le mura di quella che ormai non era più casa ma teatro di violenza e dolore.

Tra il 4 e il 10 maggio le botte erano state più violente del solito, i dolori lancinanti costrinsero la donna a recarsi al pronto soccorso. La donna fu ricoverata per una grave emorragia al San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. In quell’occasione nascondere le violenze era impossibile nonostante la donna avesse dichiarato di aver avuto un incidente automobilistico mesi prima. I medici notarono anche che la milza della donna era totalmente spappolata. Giorni dopo il ricovero la donna morì.

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Arzano uccisa di botte: chiesti 20 anni

Arzano uccisa di botteDalla morte della donna iniziarono le indagini fatte di intercettazioni ambientali e telefoniche. In un primo momento si pensò che la morte della Caiazza era riconducibile proprio all’incidente automobilistico da lei dichiarato. In quell’occasione però era con una conoscente che dichiarò che non avevano riportato ferite. In quell’occasione non si era reso necessario nemmeno allertare il 118. Attraverso numerose testimonianze di persone informate sui fatti, gli inquirenti hanno capito che la 52enne era vittima del compagno. I militari dell’Arma e il giudice per le indagini preliminari hanno ritenuto Garzia indiziato del reato di omicidio preterintenzionale, lesioni aggravate e circostanze aggravanti. Arrestato il 15 ottobre scorso, oggi la Procura di Napoli ha chiesto per il 47enne 20 anni di reclusione.

Il processo sulla morte di Lucia è a cura della Corte di Assise di Napoli e del presidente Cristiano. Gli amici e i familiari della donna, ascoltati di nuovo lo scorso 30 marzo, hanno tutti accusato il compagno. Successivamente la requisitoria del procuratore di Napoli Nord Barbara Buonanno ha preso la parola l’avvocato Sergio Pisani. Quest’ultimo è legale delle figlie della vittima per le conclusioni delle parti civili.

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