L’assegno di ricollocazione: la prima misura di politica attiva del lavoro

Ne avranno diritto i disoccupati che percepiscono la NASPI da almeno 4 mesi.

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assegno di ricollocazione

Assegno di ricollocazione: finalmente diventerà realtà. Lo strumento di politica attiva del lavoro aiuterà la persona disoccupata a potenziare e migliorare le possibilità di ritrovare la propria dimensione nel mondo del lavoro. L’assegno di ricollocazione può essere richiesto solo se dopo quattro mesi di NASPI (indennità mensile di disoccupazione) ancora non si è trovato un lavoro.

assegno di ricollocazioneAssegno di ricollocazione e NASPI vanno di pari passo. Il concetto è semplice: per beneficiare dell’assegno di ricollocazione bisogna obbligatoriamente essere percettore di NASPI.

La Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI) va richiesta all’Inps di competenza ed è necessaria, per richiederla, la sussistenza simultanea di due condizioni:

  • Essere in condizione di disoccupazione involontaria;
  • Avere i requisiti contributivi e lavorativi.

Assegno di ricollocazione: come si richiederà?

Richiesta dell’Assegno di ricollocazione: per non perderne il beneficio bisognerà partecipare, attraverso un programma formativo, alla ricerca attiva di lavoro.

Per richiedere l’assegno di ricollocazione basterà seguire una semplice procedura.

La richiesta sarà volontaria e potrà essere fatta o sul portale Anpal.gov.it o presso un qualsiasi Centro per l’Impiego, scegliendo liberamente il soggetto erogatore che offrirà i servizi più adatti alla propria condizione. In dettaglio, i soggetti erogatori saranno:

  • Agenzie per il lavoro accreditate ai servizi per il lavoro;
  • Centri per l’Impiego;
  • Fondazioni di Consulenti del Lavoro.

È bene sottolineare una cosa: l’importo dell’assegno verrà riconosciuto non alla persona disoccupata, ma al soggetto erogatore che avrà fornito il servizio, e solo a risultato occupazionale acquisito.

L’importo dell’assegno di ricollocazione oscillerà da un minimo di 250 euro a un massimo di 5.000 euro. L’importo sarà variabile in funzione del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro e del grado di difficoltà per ricollocare il disoccupato.

Per ora il tutto è in fase sperimentale, ma siamo sicuramente sulla buona strada.

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