Attentato centro vaccini, “Distruggiamo il nemico!”: due arresti per terrorismo

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Attentato centro vaccini

Attentato centro vaccini: i responsabili sono due no vax, accusati di terrorismo per lancio di bombe molotov e detenzione di armi da guerra. Su Facebook avevano scritto “Distruggiamo il nemico con la paura”. I Carabinieri del Ros hanno effettuato l’arresto dei colpevoli.

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Attentato centro vaccini: l’accaduto

Attentato centro vacciniAttentato centro vaccini – Lo scorso 3 aprile, presso l’hub vaccinale di Brescia, è avvenuto un attentato incendiario. Due no vax sono stati i responsabili dell’intera vicenda. L’obiettivo, stando agli investigatori, era “bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione ed alimentando il clima d’incertezza del particolare momento storico. E reiterare nel breve termine ulteriori azioni violente e di danneggiamento”. Gli attentatori hanno scagliato due bombe molotov contro l’hub vaccinale di via Morelli, a Brescia. Uno dei padiglioni del complesso è stato completamente danneggiato. L’incendio avrebbe potuto causare gravi danni all’intera struttura, dove erano stoccate centinaia di dosi vaccinali. A pochi metri dal luogo dell’attentato, vi sono alcuni cavi elettrici. Se fossero stati interessati dalle fiamme, avrebbero fermato l’alimentazione della catena del freddo. In questo modo, i vaccini si sarebbero resi inutilizzabili.

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Attentato centro vaccini: ecco chi sono i colpevoli

Attentato centro vacciniAttentato centro vaccini – I Carabinieri del Ros hanno arrestato i due no vax responsabili dell’attentato dello scorso 3 aprile. Si tratta di Paolo Pluda, 52 anni, e Nicola Zanardelli, 51 anni. Le indagini sono state condotte su alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali. Gli investigatori hanno concentrato le proprie analisi sui sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe presenti a Brescia e Verona.

Oltretutto, poco prima dell’attacco, Paolo Pluda ha condiviso un pensiero incriminante su Facebook. “Se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma: “la paura”. La loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni”, ha scritto il colpevole.

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