Il futuro del neonato, il cui padre è un ragazzino di 13 anni, resta in dubbio dopo che la madre, sposata e insegnante di musica, ha ammesso di aver ripetutamente violentato l’adolescente prima di rimanere incinta. Naomi Tekea Craig, 33 anni, era madre di uno studente e lavorava in una scuola anglicana a Mandurah, a sud di Perth, in Australia, quando ha abusato sessualmente dello studente per 14 mesi.
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Australia, insegnante stupra 13enne: la ricostruzione della vicenda

Gli abusi iniziarono quando lui aveva solo 12 anni, ma terminarono solo lo scorso dicembre, quando lei fu arrestata e accusata di reati di abuso su minore.
Ha dato alla luce il suo bambino l’8 gennaio e martedì scorso si è dichiarata colpevole di 15 reati presso il tribunale di Mandurah.
Craig verrà condannato in seguito dal tribunale distrettuale e dovrà scontare una lunga pena in carcere, con una pena massima di 20 anni di carcere per reati sessuali su minori nell’Australia Occidentale.
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Australia, cosa accadrà al bambino adesso?

Se Craig venisse incarcerata, lo Stato avrebbe disposizioni limitate e rigidamente controllate che consentirebbero alle madri di prendersi cura dei neonati dietro le sbarre.
Il carcere femminile di Bandyup, una struttura di media sicurezza nel sud-est di Perth, dispone di un’unità dedicata alle madri e ai neonati, dove i neonati possono vivere con la madre in custodia fino all’età di 12 mesi.
Tuttavia, l’approvazione non è automatica e i servizi correttivi valutano ogni caso individualmente, soppesando la natura del reato e se l’accordo è nel migliore interesse del bambino. Se la richiesta fosse stata approvata, Craig sarebbe stata ospitata in un’unità appositamente costruita, separata dal resto della popolazione carceraria, dove si sarebbe presa cura del bambino sotto stretta supervisione e con il supporto del personale carcerario.
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Australia, i possibili esiti della vicenda
In molti casi, i bambini vengono affidati all’altro genitore, ma poiché il padre è minorenne, le autorità dovrebbero coinvolgere i suoi genitori. Anche se in futuro il bambino potrebbe avere una certa legittimazione a richiedere ordini di affidamento, qualsiasi accordo si baserebbe in larga misura sul sostegno di un adulto, e i tribunali darebbero priorità al benessere del bambino sopra ogni altra cosa.
I giudici sono anche pienamente consapevoli del rischio di ritraumatizzare una vittima minorenne e sono solitamente restii ad affidare la responsabilità di prendersi cura di un adolescente che ha già subito abusi. Uno degli esiti più probabili è che ai genitori di Craig venga chiesto di prendersi temporaneamente cura del nipote mentre la figlia sconta una pena detentiva.































