Autopsia conferma botulino in Calabria. Un tragico caso di intossicazione alimentare ha sconvolto Diamante, in provincia di Cosenza, dove due persone, Tamara D’Acunto e Luigi Di Sarno, hanno perso la vita dopo aver consumato panini con salsiccia e friarielli acquistati da un food truck. L’autopsia è stata condotta presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro. Con il supporto del centro nazionale di riferimento per il botulismo. Le analisi hanno confermato che la causa del decesso è stata un’intossicazione da botulino. L’esame ha evidenziato chiari segni di asfissia, compatibili con gli effetti devastanti della tossina botulinica, che attacca il sistema nervoso causando paralisi respiratoria. Questo evento ha sollevato allarme sulla sicurezza alimentare. Le autorità stanno indagando sulla filiera di produzione e distribuzione degli alimenti coinvolti.
Ti consigliamo come approfondimento – Allarme botulino in Calabria: riesumata la salma di una 45enne
Autopsia conferma botulino in Calabria: indagini su cime di rapa contaminate
Autopsia conferma botulino e apre nuovi scenari investigativi. Durante gli esami autoptici sono state rilevate tracce di cime di rapa nei corpi delle vittime. Su di esse sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la presenza della tossina. Le indagini, condotte dalla Procura di Paola, si concentrano sul food truck e sulla possibile contaminazione degli ingredienti utilizzati. In particolare ci si riferisce a conserve di broccoli sott’olio. Si ipotizza che un solo utensile da cucina, usato per maneggiare alimenti diversi, possa aver favorito la proliferazione del batterio. Il Clostridium botulinum prospera infatti in ambienti privi di ossigeno come conserve mal preparate. Il mezzo del venditore ambulante, lasciato sotto il sole, potrebbe aver aggravato il rischio di contaminazione, rendendo i prodotti deperibili un terreno fertile per la tossina.
Ti consigliamo come approfondimento – Gerardina Corsano, non è stato il botulino sulla pizza ad ucciderla. Nuova ipotesi: avvelenamento causato da fertilizzanti contaminati
Dieci indagati e misure sanitarie immediate
Le indagini hanno portato all’iscrizione di dieci persone nel registro degli indagati. Tra essi il gestore del food truck, tre responsabili delle ditte fornitrici degli ingredienti e sei sanitari delle strutture che hanno trattato le vittime. I reati ipotizzati includono omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. La Procura ha disposto il sequestro nazionale di un prodotto a base di broccoli, sospettato di essere la fonte dell’intossicazione. Il Ministero della Salute ha attivato protocolli sanitari d’emergenza garantendo l’accesso a trattamenti antidotici salvavita. Dodici persone sono attualmente ricoverate nell’ospedale di Cosenza. Nove di esse si trovano ora in rianimazione.
Ti consigliamo come approfondimento – Avellino shock: una donna muore dopo cena in pizzeria
Prevenzione e allarme per la sicurezza alimentare
Il caso di Diamante sottolinea l’importanza di rigorose norme igieniche nella preparazione e conservazione degli alimenti. Soprattutto bisogna prestare molta attenzione a conserve e sott’oli. È in questi prodotti che il botulino può proliferare se non adeguatamente trattati. I sintomi dell’intossicazione, come nausea, visione doppia e difficoltà respiratorie, richiedono un intervento medico immediato per evitare esiti fatali. Le autorità sanitarie invitano i consumatori a prestare attenzione alla provenienza e alla conservazione dei prodotti alimentari, mentre proseguono le indagini per chiarire le responsabilità e prevenire future tragedie.































