Omicidio Avellino, svelata chat tra i fidanzati killer: “Quando li uccidiamo?”

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Avellino omicidio chat

Avellino omicidio chat: i due fidanzati Elena e Giovanni si sono scambiati dei messaggi prima di uccidere Aldo, il padre della ragazza. La coppia, di sera, è entrata nella casa di famiglia lo scorso venerdì. L’omicidio si è consumato alle 22:45, ma non è andato a compimento ciò che i ragazzi avevano in realtà premeditato.

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Avellino omicidio chat: il piano è saltato

Avellino omicidio chatAvellino omicidio chat – Nella sera di venerdì 23 aprile, alle 22:45, è stato consumato il delitto. Aldo Gioia, un uomo di 53 anni, ha perso la vita sul divano di casa dopo essere stato colpito da 14 coltellate. A compiere il delitto è stata una delle due figlie, Elena. La motivazione dell’omicidio, stando alle informazioni raccolte, risiede nel disaccordo dei genitori sulla relazione tra i due ragazzi. Tuttavia, dalle chat tra i due fidanzati è emerso che l’omicidio di Aldo non era l’unico atto premeditato. Il piano di Elena, e del suo ragazzo Giovanni, era quello di uccidere tutti. Il piano è saltato a causa delle grida dell’uomo che hanno svegliato il resto della famiglia.

Nella chat della coppia, Elena ha chiesto al fidanzato “Quando li uccidiamo?”. Lui ha risposto: “Lo faccio perché li odi”. Non a caso, dopo il fermo, è stato lo stesso Giovanni a puntare il dito contro la fidanzata, dicendo di essere stato costretto a compiere l’omicidio.

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Avellino omicidio chat: “La ragazza è stata plagiata

Avellino omicidio chatAvellino omicidio chat – La versione che vede Elena come la principale colpevole dell’omicidio non convince. E a non esserne convinto è soprattutto il fratello di Aldo Gioia. Secondo l’uomo, infatti, la nipote è una ragazza speciale. Non avrebbe mai potuto compiere un atto simile, per cui asserisce che sia stata plagiata.

L’autopsia disposta sul cadavere di Aldo Gioia ha confermato che ad aver ucciso l’uomo sono state ben 14 coltellate, inferte con un coltello da caccia. Nella giornata di ieri, il giudice Paolo Cassano ha confermato che i due fidanzati sono in custodia cautelare in carcere. Sono seguiti da due avvocati differenti e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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