Baby gang seminava panico rubando in strada: 11 arresti, tra cui minorenni

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Baby gang Palermo agiva di sera, nascondendosi nell’ombra e attendendo un bersaglio facile da colpire. Puntando a banconote e telefoni nuovi di zecca, il branco ha accumulato nei mesi oltre venti denunce. Le Forze dell’Ordine, una volta raccolto tutti gli indizi, sono riuscite ad abbattere i criminali poco più che maggiorenni che ha terrorizzato il capoluogo siculo.

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Baby gang Palermo: 21 colpi in tre mesi!

Violenza sessuale bambinaPer mesi la città di Palermo è stata vittima di terribili furti e minacce. Le vittime sono perlopiù adolescenti o gente solitaria, che passeggia per strada senza la presenza di nessuno. Derubarli è semplice, specialmente se si è in maggioranza. È questo ciò su cui si è basata una baby gang siciliana, che ha portato a segno almeno ventuno colpi nel giro di tre mesi, dal settembre al novembre dell’anno appena trascorso. Le indagini sono partite grazie a tutte le segnalazioni e alle denunce delle vittime, anche da chi è riuscito a scamparla. Il branco, per tutto quel tempo, ha puntato sempre a denaro contante e cellulari di ultima generazione. Fortunatamente, il lavoro degli agenti di Polizia è stato agevolato dalle numerose immagini fornite dalle telecamere a circuito chiuso. Identificando i volti degli undici componenti del branco, le Autorità sono riuscite a smantellare l’organizzazione dei giovanissimi criminali. Tutti loro (anche i due minorenni del gruppo) sono chiamati a rispondere dei reati di rapina, furto e lesioni personali. Pertanto, il GIP del Tribunale di Palermo ha ordinato gli arresti in carcere per dieci di loro. Solo per uno di loro sono previsti i domiciliari.

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Baby gang Palermo: le telecamere a circuito chiuso

baby gang palermoCome accennato nel paragrafo precedente, i membri del branco sono stati identificati grazie alle immagini fornite dalle telecamere di videosorveglianza. Queste, chiamate anche TVCC (o, in inglese, CCTV), sono di grandissimo aiuto per le ricostruzioni forensi. Adoperate per la prima volta nella prima metà del Novecento per tenere sotto controllo edifici importanti, si sono diffuse a macchia d’olio. Diventando di uso quotidiano, quest’oggi è possibile trovarle ovunque. Sono spesso fondamentali per venire a capo di casi intricati, permettendo alla Polizia di ricostruire passo dopo passo un determinato evento, come a viverlo per la prima volta. Alle TVCC è stato anche dedicato un noto programma televisivo, ‘Delitti a circuito chiuso’, per sottolineare l’importanza di quei testimoni silenziosi.

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