BaccalàRe 2019: quattro giorni di alta cucina sul lungomare di Napoli

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BaccalàRe
Dalla pagina Facebook "BaccalàRe"

Per il terzo anno di fila, Napoli incontra il baccalà in un connubio unico. BaccalàRe – Terza Edizione street event ha infatti animato il lungomare Caracciolo di Napoli. In quattro giorni (dal 3 al 6 ottobre) l’evento gastronomico, che vede come protagonista indiscusso il baccalà, ha deliziato il palato, la vista e l’udito di tutti i partecipanti. Il festival ha riconfermato il suo successo per la qualità dell’alta cucina, sposatasi in un’esplosione di senso con i sapori tipici napoletani, in una location da togliere il fiato e in un evento che ha saputo coniugare come pochi gusto e intrattenimento.

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BaccalàRe – Un evento a 11 stelle

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Mantecato di baccalà, gel di papaccelle, crumble di baccalà e olive del ristorante “Il Papavero”

Organizzato dall’imprenditore napoletano Vincenzo Varriale – con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli, di “Città Metropolitana di Napoli” e di “Unioncamere Campania” – il BaccalàRe 2019 ha visto per la prima volta solo chef stellati riuniti sul lungomare di Mergellina. Ben 11 stelle Michelin hanno proposto i loro piatti, tra degustazioni e sapori sorprendenti, all’insegna del buon gusto e dell’alta cucina – come i Tortelli di baccalà, spinaci e bottarga della Locanda Severino, o il Mantecato di baccalà, gel di papaccelle, crumble di baccalà e olive del ristorante Il Papavero – con lo scopo di valorizzare il vero baccalà, esaltato in ogni sua forma e sapore. Elaborazioni esclusive e combinazioni speciali hanno catturato il palato dei partecipanti e hanno soddisfatto appieno l’obiettivo degli organizzatori.

Ecco tutti gli chef stellati che hanno partecipato all’iniziativa:

  • Peppe Aversa – Buco, da Sorrento;
  • Francesco Franzese – Casa del Nonno 13, da Mercato San Severino;
  • Paolo Gramaglia – President, da Pompei;
  • Domenico Iavarone – Josè Restaurant Villa Guerra, da Torre del Greco;
  • Giuseppe Misuriello – Locanda Severino, da Caggiano;
  • Gianluca D’Agostino – Veritas, da Napoli;
  • Fabio Pesticcio – Il Papavero, da Eboli;
  • Pasquale Palamaro – Indaco, dal Regina Isabella di Ischia;
  • Angelo Carannante – Caracol, da Bacoli;
  • Paolo Barrale;
  • Luigi Salomone.

Oltre alle stelle Michelin, hanno aderito all’evento anche due pizzerie. Si tratta di:

  • Isabella De Cham Pizza Fritta di Isabella De Cham;
  •  Napoli1820 di Rosario Izzo.

A completare il tutto, i dolci del pastry chef Antonino Maresca. Inoltre, allestito anche l’”Aperibaccalà&Champagne” che ha scaldato i partecipanti con un bell’aperitivo sul mare tutti i giorni dalle 18:00.

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Vincenzo Varriale: la parola all’organizzatore del BaccalàRe

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L’imprenditore Vincenzo Varriale – Fonte: Facebook

Com’è nata l’iniziativa di un evento apposito sul baccalà?

“L’intento è stato quello di creare un format diverso, più sulla ricerca dell’alta ristorazione, per cui ho pensato al pesce. Quale migliore occasione per scegliere il pesce per antonomasia, con una fortissima identità, come il baccalà? Questo infatti nella storia ha avuto un ruolo sociale molto importante. Si ricorda che grazie alla conservazione sotto sale è stato quell’alimento che ha dato la possibilità, in periodi di magra, di sfamare molte popolazioni, in particolar modo nell’entroterra. Oggi il baccalà sta vivendo una sua rinascita sia per le proprietà nutritive, sia per la sua duttilità e la facilità di essere trasformato in forma gourmet.”

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Com’è andato il BaccalàRe quest’anno e qual è lo scopo dell’evento?

BaccalàRe“Quest’anno, nonostante la pioggia, sta andando molto bene anche perché abbiamo offerto una rosa di 11 chef stellati da tutta la Campania. Lo scopo è quello di sfatare il mito che l’alta cucina è alla portata di pochi, mentre può essere alla portata di tutti.”

In che modo il BaccalàRe ha influito sulla nostra città e sul turismo?

“Quando c’è l’offerta di qualità, posizionata in un luogo magico come il lungomare di Napoli, e ben organizzata, è facile avere un grande riscontro. Inoltre tanti turisti, soprattutto spagnoli e francesi, hanno partecipato all’iniziativa. Dunque, anche sotto forma di ricettività turistica il BaccalàRe ha dato un imprinting molto forte.”

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