Bacoli lido vieta camminare spiaggia: un lido ha vietato l’accesso alla battigia per un servizio fotografico nuziale, scatenando indignazione e denuncia istituzionale. Il sindaco ha annunciato riforme sulle concessioni demaniali, garantendo almeno metà spiagge libere e accessibili. La vicenda solleva questioni nazionali: il mare come bene comune, non proprietà privata.
Ti potrebbe interessare anche-Rocco Siffredi riduce a “goliardata” un abuso gravissimo: si calpesta la dignità delle donne!
Bacoli lido vieta camminare spiaggia: ostacolo al diritto al mare
A Bacoli, in provincia di Napoli, un episodio assurdo ha indignato: un lido ha impedito a una famiglia d’accedere liberamente. Il motivo del divieto era surreale: gli sposi stavano realizzando un servizio fotografico e non volevano persone di passaggio sulla battigia. Lo stabilimento, con tanto di bodyguard, ha bloccato il transito, impedendo ad alcuni cittadini di passeggiare lungo il mare liberamente accessibile. L’azione è stata percepita come arrogante, ingiustificata e contraria al diritto collettivo di godere degli spazi pubblici costieri. Il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha denunciato l’accaduto come scandalo, ribadendo l’illegalità delle limitazioni imposte da uno stabilimento privato. Ha inoltre annunciato l’avvio di una denuncia formale contro il lido, per riaffermare il principio costituzionale dell’accesso pubblico al mare. Il caso ha aperto un dibattito acceso sull’abuso delle concessioni balneari e sul diritto inalienabile ai beni comuni.
Ti potrebbe interessare anche-Napoli, rifiuti non raccolti in centro: immondizia, topi e protesta dei residenti
Bacoli lido vieta camminare spiaggia: reazione istituzionale

La polemica sul lido di Bacoli non si è esaurita, trasformandosi piuttosto in occasione per avviare una riforma dell’accesso pubblico. Il sindaco ha denunciato comportamenti da “padroni”, ricordando che spiagge e mare appartengono a tutti, non a stabilimenti privati interessati. Ha annunciato nuovi bandi per concessioni demaniali, con l’obiettivo di porre fine a quarant’anni di gestione abusiva e arrogante. Il progetto prevede che almeno il cinquanta per cento dei litorali sia libero, dotato di servizi essenziali per cittadini. Bagni, docce, passerelle e bagnini renderanno le spiagge accessibili, sicure e accoglienti, eliminando disuguaglianze tra spazi pubblici e stabilimenti privati. Il sindaco ha parlato di rivoluzione culturale e amministrativa, determinata a restituire il mare come bene comune, senza compromessi. Questa visione ambiziosa intende riaffermare il diritto costituzionale di accesso libero al mare, aumentando vivibilità, turismo sostenibile e orgoglio cittadino.
Ti potrebbe interessare anche-Incendio caseificio Battipaglia: fiamme e nube nera sulla zona industriale
Bacoli lido vieta camminare spiaggia: diritto di accesso e modello turistico
Oltre il singolo episodio di Bacoli, emerge una riflessione più ampia sul modello di gestione delle spiagge italiane, oggi fortemente criticato. Le concessioni demaniali eccessivamente lunghe, spesso ventennali o trentennali, trasformano beni pubblici in feudi privati, riducendo la fruizione collettiva del mare. Questo sistema ha favorito privilegi consolidati e impedito un accesso equo, generando profonde disuguaglianze tra cittadini e turisti desiderosi di spazi liberi. L’intervento del sindaco Della Ragione rompe equilibri radicati, introducendo richieste di trasparenza, rotazione periodica e rispetto della natura demaniale. La sua proposta di liberare metà delle spiagge rappresenta una rivoluzione culturale, orientata al benessere pubblico e al turismo sostenibile. Prevede servizi essenziali come passerelle, docce e bagni, garantendo comfort senza discriminazioni, in un’ottica di giustizia sociale e inclusività. Un cambiamento simile potrebbe diventare modello nazionale, restituendo centralità al concetto di mare come patrimonio comune irrinunciabile.































