Ballottaggio a Pomigliano d’Arco, raccontiamo i fatti attraverso il verbale

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Gentili lettori, vi avevamo promesso aggiornamenti sul ballottaggio a Pomigliano d’Arco e sulla scheda di cui abbiamo parlato nel nostro articolo precedente ed eccoci qui. Per il diritto di cronaca ma anche per ottemperare al dovere di verità, considerato sia dalla L. n. 69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale “obbligo inderogabile”, – ve lo inseriamo a fine articolo – riportiamo nuovamente la notizia.

Ballottaggio e la scheda già votata

Come abbiamo già scritto nell’articolo precedente, riportando i fatti come sono accaduti e scevri da qualunque tipo di manipolazione, riconfermiamo che nella sezione 17 della Scuola di Via Sulmona, il Presidente del seggio aprendo una scheda, come da procedura di verifica, e porgendola a una cittadina dopo le normali procedure di identificazione, quella risultava già votata con una croce sul candidato a Sindaco Del Mastro. Dopodiché la scheda veniva posta in un plico sigillato e vidimato dal Presidente e dal segretario del seggio e non inserita nell’urna perché ritenuta dubbia.

Ancora, ripetiamo e riconfermiamo solo il conteggio delle schede bianche che sono risultate tutte intonse e che le indagini si effettueranno solo a chiusura del seggio alle ore 15:00, perché l’urna non è stata aperta e non è possibile allo stato attuale fornire un dato certo.

Il verbale di quanto accaduto

Ad avvalorare i fatti e ribadendo le indagini in corso, riportiamo uno stralcio del verbale che è stato redatto al condizionale perché certezze ancora non ve ne sono in ogni caso, e nessuna ipotesi può essere nè confermata nè ancora esclusa: “Presumibilmente la scheda potrebbe essere stata involontariamente posta sulla scrivania anziché imbucata nell’urna da un elettore distratto. In attesa della verifica finale che si farà alla chiusura del seggio“.

Vi terremo aggiornati!

 

Il dovere di verità, considerato sia dalla L. n. 69/1963 che dalla stessa Carta dei Doveri quale “obbligo inderogabile”: “Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’esercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 Cost. “appartiene al popolo”. Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un consapevole esercizio della sovranità”.

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