Bambini ucraini accolti a scuola, ma devono pagare i servizi: “C’è bisogno dell’Isee”

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Bambini ucraini scuola in Italia, ma per i servizi gratuiti devono presentare l’Isee. La decisione del sindaco di Marsciano finisce sui social e fa polemica. Il sindaco della città però si difende definendo la questione come “becera strumentalizzazione”. 

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Bambini ucraini scuola: richiesto l’Isee per usufruire di mensa e bus 

Bibbiano bambini, Bambini ucraini scuola Succede in Umbria nel comune di Marsciano, il sindaco Francesca Mele spiega che i bambini ucraini “solo per qualche giorno” non potranno accedere ai servizi della scuola. Il motivo sembrerebbe essere stato un problema burocratico. La questione è finita sui social diventata subito virale e generando polemica. “Si tratta di alcuni bambini ospiti di una famiglia del nostro territorio. Sono giunti qui grazie ad una donna. Che presso quella famiglia svolge il ruolo di badante e che è parente di queste madri giunte qui. Loro hanno iscritto i figli alle scuole e hanno fatto richiesta per il servizio anche al pomeriggio. Quindi anche per il servizio mensa e per quello del bus”. Il sindaco Mele cerca di spiegare la vicenda evitando “strumentalizzazione becere”. 

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Bambini ucraini scuola: l’inserimento graduale 

bambini ucraini scuola, Covid scuola nuove regoleIl sindaco Mele continua cercando di spiegare la situazione. “A queste madri abbiamo provato a fare capire che, come per gli altri bambini, l’inserimento potesse essere graduale. E quindi avere il servizio scolastico soltanto al mattino. Poi appena ci fossero stati provvedimenti che consentano alle amministrazioni di erogare anche gli altri servizi, avremmo provveduto a prolungare il servizio scolastico nel pomeriggio. Includendo quindi anche la mensa e il bus. Ma queste madri hanno detto di preferire la procedura ordinaria. Perchè ritengono di averne diritto”. Le madri ucraine quindi hanno richiesto il servizio mensa e bus pomeridiano, ma il processo burocratico per richiederlo necessita la presentazione del proprio Isee.

Il Pd del comune si è opposto alla decisione del sindaco. “Come si può pensare di chiedere l’Isee a chi arriva dalla guerra in Ucraina? Il risultato è che questi bambini non potendo dimostrare l’Isee si trovano a dovere sostenere le rette più alte. Come da regolamento”.

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Bambini ucraini scuola: la difesa del Comune dopo le accuse sui social 

bambini ucraini scuola, scuola, napoli genitori denunciati, esami di statoDopo le forti critiche nei confronti del Comune riguardo a come sta affrontando la questione sia dal punto di vista social che burocratico, il sindaco Mele ha cercato di difendersi. “Si tenga conto che di questi bambini, attualmente, non abbiamo neppure lo status di profughi. Perché a noi la prefettura non l’ha consegnato. Quindi non siamo nelle condizioni di fare altrimenti”. Al momento quindi la questione sembra essere bloccata da un ostacolo burocratico. Per i tre bimbi ucraini scappati dalla guerra sembra che per il momento i servizi scolastici non possano essere garantiti in maniera gratuita. Il sindaco però ha promesso che la situazione dovrebbe subire uno sblocco in positivo dopo Pasqua. Ovvero dopo che l’amministrazione regionale e comunale riunendosi trovi una soluzione per superare il problema burocratico. 

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