Bambino torturato ucciso dal padre e dalla matrigna, aveva solo 6 anni. Una vicenda terribile resa ancora più tragica dal vito antecedente la morte. Qui il bambino, Arthur Labinjo-Hughes, urla: “Nessuno mi ama”. La vicenda accade a Midlands, nel 2020 eppure solo ora i primi risvolti. Privato di cibo, costretto a stare in piedi per 14 ore e infine avvelenato con il sale. Tuttavia è una commozione celebrale a costare la vita al bambino. Per questo sui due assassini ora pende l’accusa di “tortura infantile”.
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Bambino torturato: il racconto della tragica vicenda
Tutto si svolge nelle Midlands occidentali nel 2020. Qui, Arthur Labinjo-Hughes, bambino di 6 anni, viene torturato a morte. Gli autori del delitto sono suo padre (Thomas Hughes, 29 anni) e la matrigna (Emma Tustin, 32 anni). Antecedente l’omicidio c’è anche un tremendo video. Qui si sente il bambino gridare: “Nessuno mi ama” e “Nessuno mi darà da mangiare”. Al piccolo Arthur infatti non viene dato cibo e da 14 ore è costretto a stare in piedi. Alla fine viene poi avvelenato con del sale. Non basta però ciò a togliergli la vita, così viene ripetutamente sbattuto contro il tavolo. Così si spegne la sua giovane vita.
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Bambino torturato: ciò che emerge dall’inchiesta
Sono i giurati a sostenere l’ipotesi di tortura dopo aver visionato il video e le autopsie. Mancanza di cibo e torture fisiche, dati che risultano evidenti. Avvelenamento da sale poi, altro riscontro piuttosto chiaro. Tutto ciò infatti è avvenuto il giorno prima della sua morte. A spegnere la sua vita però non è stato il digiuno o il veleno, bensì la matrigna. Arthur è infatti morto per una commozione celebrale. Emma Tustin avrebbe ripetutamente sbattuto la testa del bambino contro il tavolo. Un gesto orribile come d’altronde tutta la vicenda.
































