Barbara D’Urso “scaricata” da Mediaset: la conduttrice pronta all’addio

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Barbara D’Urso non sarà più un volto Mediaset. A lanciare la bomba l’agenzia Dagospia, che profila la fine del contratto che lega l’ex soubrette alle reti di Berlusconi senza possibilità di rinnovo. Quale futuro aspetta uno dei volti più influenti della TV-trash degli ultimi vent’anni?

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Barbara D’Urso Mediaset: dalla “periferia” al grande pubblico

Barbara D'Urso Mediaset,
Barbara D’Urso, foto dalla pagina ufficiale Fcebook

La carriera di Barbara “Carmelita” D’Urso inizia quasi cinquant’anni fa. Negli anni settanta l’allora ventenne iniziò come annunciatrice per reti private. “Scoperta” dai vertici Rai, è stata portata in viale Mazzini già nel 1978. Qui inizia come soubrette, per poi esordire alla co-conduzione con Un disco per l’estate nel 1981, al fianco di Gianni Morandi. Negli anni 90 arrivano delle conduzioni e co-conduzioni stabili, specialmente su Rai Due che la lancia con I Fatti Vostri e i suoi spin-off.

Il successo e la ribalta, però, arrivano superati i quarant’anni. La parentesi in Rai si chiude nel 1997, e fino a oggi appare sugli schermi di viale Mazzini solo una volta alla conduzione del premio Bellisario del 2004. Alla fine del II millennio appare solo due volte a Rete Quattro. Nel 2003 poi la svolta: viene chiamata a sostituire Daria Bignardi nel fortunato format Il Grande Fratello. Introduce ulteriori elementi di trash alla trasmissione, che rappresentava per l’epoca una vera e propria novità. È stato infatti il primo vero reality show in Italia. Ha condotto il seguito formato fino al 2004, per poi tornare alla fine dello scorso decennio. Seguono altri programmi simili: nel 2005 “La Fattoria” e “Un due tre stalla” del 2007.

Ma la D’Urso non è stata solo reality show trash, ma anche TV quotidiana. Nel 2008 eredita lo spazio dell’amato format “Verissimo” di Cristina Parodi, trasformandolo in “Pomeriggio Cinque”. Seguono “Domenica Live” dal 2012 e, dal 2019, “Live Non è la D’Urso”.

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Barbara D’Urso Mediaset: la “regina del trash” di Mediaset

barbara d'urso mediasetInsomma, Barbara D’Urso, dal 2003, è il volto simbolo di Mediaset. Porta un nuovo modo di intendere e fare televisione, più accessibile e ancor più commerciale. La TV di Carmelita è l’incarnazione del detto latino “panem et circenses”. Offre la voce a tutti spettacolarizzando anche l’ignoranza, il ridicolo o semplicemente sfruttando la popolarità folkloristica o socialmediatica degli ospiti.

Le sortite con Vittorio Sgarbi, l’uso spettacolarizzato di anziani e gente popolare (come la famosa donna del “non ce n’è coviddi”). Tutto pur di attrarre audience. Ultimamente anche diversi influencer: Denis Dosio, oggi anche a La Pupa e il Secchione, Angelo Ragazzini, il “CEO delle gonne” che sta abbattendo stereotipi di genere, e molti altri. Il tutto tra una sortita e l’altra di pseudo-informazione, spesso oggetto anche di critica e satira da parte di Striscia La Notizia.

Il suo spazio ha garantito non la par condicio ma la capitalizzazione di un consenso “fotogenico” a larga parte della politica. Salvini, Zingaretti e molti altri hanno sfruttato il suo “salotto” per aumentare i propri consensi senza apportare alcun contenuto politico e culturale al dibattito pubblico.

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Barbara D’Urso Mediaset: la caduta. Che farà adesso?

barbara d'urso mediasetIl “post-pandemia” si è dimostrato difficoltoso per la sessantaquattrenne napoletana (che farà 65 anni il prossimo 7 maggio). Già reggeva a fatica, negli ultimi tempi, il confronto con Mara Venier e con il pomeridiano di Rai Uno “La vita in diretta”.  Le sue prime serate sono state cancellate alla fine della programmazione 2020-21. Live Non è la D’Urso, chiuso ufficialmente per l’impossibilità di avere pubblico in studio, era negli ultimi tempi superato da “Non è l’Arena” di Giletti. Il pomeridiano domenicale, dal ritorno di Mara Venier in Rai, venne superato per ascolti anche da Domenica In.

La pupa e il secchione è un flop di audience. Gli ascolti del format, in onda su Italia 1, continuano a precipitare e non accennano a fermarsi. Dopo una premiere di poco sopra i 2 milioni di utenti, gli ascolti sono andati calando. L’ultima puntata andata in onda è stata seguita da poco più di un milione di trash-dipendenti.

Questo calo sarebbe alla base, secondo Dagospia, dell’intenzione dell’emittente di Piersilvio Berlusconi di non rinnovare il contratto alla D’Urso. Il calo degli ascolti di Pomeriggio Cinque, battuto dalla concorrenza di Rai Uno troppe volte, e i pessimi risultati del format sulla sesta rete nazionale avrebbero infatti portato Berlusconi a lasciare in scadenza (dicembre 2022) di contratto la dipendente. Un segnale è già il trasferimento di Pomeriggio Cinque: il pomeridiano dell’ammiraglia Mediaset cambia studio, traslocando negli studi di TgCom24, Tg4, Studio Aperto e Mattino 5.

A Cologno Monzese sembra ormai finita la luna di miele con la regina del trash. Rimane da scoprire cosa farà e dove sarà dal prossimo anno. Alcune voci la vedrebbero rientrante in mamma Rai, altre la vedono alla corte di Cairo. C’è solo una certezza: qualsiasi cosa che farà sarà fatta “col cuore”.

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