I “Pagliacci” di Leoncavallo conquistano il teatro romano di Benevento

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Nell’incantevole cornice del teatro romano di Benevento, torna la grande lirica con un’opera d’eccezione. I “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo sono stati infatti il secondo appuntamento della rassegna “Opera Lirica al Teatro Romano“, voluta dalla Regione Campania e promossa dalla società Scabec (società campana beni culturali) S.p.A in collaborazione con il Mibac (Polo Museale della Campania), il Comune di Benevento, la Confindustria di Benevento e Ferdinando Creta, direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano. A chiudere il tutto, la direzione artistica di Vittorio Sgarbi.

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Benevento riabbraccia la grande lirica

pagliacci leoncavallo benevento 2 teatro romanoL’obiettivo della rassegna è duplice. Da una parte quello di rilanciare uno dei siti culturali più affascinanti del nostro territorio, dall’altra quello di ridare, dopo decenni, uno spazio fisso alla lirica all’interno del teatro romano. I “Pagliacci” si propone come l’evento centrale della rassegna, non solo per la sua posizione in calendario, ma soprattutto perché è stato proprio Sgarbi a curare la regia dell’opera. Il pubblico al teatro romano era quello delle grandi occasioni e ha dato un colpo d’occhio straordinario.

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I “Pagliacci”, cronaca di un femminicidio

” Nella sua opera, Leoncavallo mette in scena un vero e proprio femminicidio” dirà lo stesso Sgarbi nel suo intervento finale. E non potrebbe essere migliore la lettura di una storia di passione e morte. La vicenda di un marito tradito che si alterna tra la commedia, sul palco, e la tragedia nella realtà offre numerosi spunti di discussione ancora oggi: la condizione della donna, l’amore che si trasforma in gelosia e vendetta, la difficoltà nel sostenere due ruoli, il comico che deve far ridere il pubblico e l’uomo che dentro si macera sono gli ingredienti di quello che è uno dei capisaldi della lirica italiana.

“Vesti la giubba”, che chiude il primo atto dell’opera, è ancora oggi riconosciuta tra le arie più famose della lirica. La intona il capocomico Canio, tradito dalla moglie Nedda ma pronto a fare il suo dovere in scena. Quella scena in cui lui è di nuovo un marito tradito, ma in una farsa da commedia. Con lui e Nedda, sul palco e fuori, i commedianti Tonio e Beppe. A fare da coro, il pubblico del paesino dove la compagnia itinerante si stava esibendo. Pubblico che però capirà troppo tardi che quella commedia si sta per trasformare in tragedia. Un duplice omicidio, uno squarcio definitivo nel cielo di carta e quelle parole, ironiche e profetiche insieme. “La commedia è finita” è la frase che chiude, infatti, l’ultimo atto e l’opera.

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I protagonisti del successo al teatro romano di Benevento

Gli applausi scroscianti al termine dello spettacolo hanno testimoniato un grande successo, dovuto soprattutto alla perfetta alchimia delle singole parti:

  • L’orchestra Sinfonica di Udmurtia (diretta da Leonardo Quadrini), il Coro “Opera in Puglia” (diretto da Vincenza Baglivo) e il Corpo di Ballo Createdanza hanno tenuto perfettamente la scena. Incantevoli soprattutto le coreografie (a cura di Filippo Stabile) che hanno aperto ogni atto;
  • Rossana Potenza, Piero Giuliacci e Alberto Mastromarino nei panni rispettivamente di Nedda, Canio e Tonio, hanno dato vita a una performance vibrante e passionale. “Hanno reso perfettamente il carattere dei personaggi, travolti dalla passione” dirà di loro Sgarbi;
  • Infine la location del teatro romano di Benevento si è rivelata cornice perfetta a far da sfondo alla grande lirica. Merito anche della macchina organizzatrice.

A tal proposito, nel discorso di chiusura, lo stesso Sgarbi ha evidenziato: “Il teatro romano mi ha dato stasera più emozioni dell’arena di Verona. Spesso si confonde la bellezza con la maestosità, ma questo non è vero. Benevento è il culmine di una rassegna che ha attraversato diverse regioni del sud ma che qui ha trovato il suo ambiente ideale. Una location che merita eventi del genere, non solo quest’anno, ma anche in futuro.

La rassegna “Opera Lirica al Teatro Romano” tornerà con il suo terzo e ultimo appuntamento il 7 settembre. In scena “La vedova allegra” di Franz Lehár, con la regia di Flavio Trevisan.

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