Beni confiscati: arriva la linea guida nazionale sul modello campano

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La limpida gestione dei beni confiscati è una prerogativa regionale e nazionale nella lotta alla criminalità organizzata. La legge regionale della Campania sul riutilizzo sociale dei suddetti beni è diventata ufficialmente linea guida nazionale per la regolamentazione delle varie normative regionali. Ad annunciarlo in una nota congiunta: Carmine Mocerino, presidente della seconda Commissione speciale Anticamera e Beni confiscati; la vicepresidente Enza Amato; il segretario Vincenzo Viglione. Si tratta di un importante passo avanti, a sostegno delle tante realtà territoriali che nel corretto riutilizzo dei beni confiscati possono trovare anche una concreta opportunità di ripresa post-Covid.

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Beni confiscati: più organizzazione per la lotta alla criminalità

Festa Giovanni Falcone beni confiscatiGiovedì 18 giugno si è concluso il lavoro del Coordinamento Nazionale delle Commissioni ed Osservatori sui beni confiscati. Un percorso impegnativo, basato sull’analisi delle modalità con cui le mafie si insidiano nel tessuto economico e sociale del Paese. In un costante confronto con vari rappresentanti delle commissioni regionali, si è arrivati – sulla base della legge regionale in Campania – all’elaborazione di un testo organico. Sarà un punto di riferimento per tutte le realtà territoriali impegnate nella lotta alla gestione criminale di quei beni che – nelle mani giuste – possono rappresentare un sano circuito economico e sociale. L’organizzazione e l’armonizzazione della normativa è dunque un passo fondamentale per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla camorra.

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Importante anche il contributo degli specializzandi dell’Università Parthenope. L’anno scorso venne stipulato infatti un protocollo d’intesa tra il dipartimento di Giurisprudenza dello stesso Ateneo e la Commissione Anticamorra e Beni confiscati per la realizzazione del master di II livello in “Prevenzione dai rischi di infiltrazioni criminali nelle attività economiche, gestione, amministrazione e riutilizzo dei Beni sequestrati e confiscati”.

Prospettive future

beni confiscatiSi è quindi tracciato un percorso chiaro, che sul modello regionale campano profila una normativa ora anche nazionale. Inoltre, lunedì 15 giugno in giunta regionale è stato definito il piano annuale sul riutilizzo dei beni confiscati in Campania. Ecco le risorse messe a disposizione per il futuro:

  • 500mila euro per l’anno 2020;
  • 1,5 milioni di euro per l’anno 2021.

I fondi saranno utilizzati per i progetti di riqualificazione dei beni confiscati. Tra l’altro, una parte sarà destinata a sostegno delle stesse imprese che vi lavoreranno per una più sana e trasparente valorizzazione.

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