Le bestie dell’Apocalisse arrivano all’Onu: la fine del mondo tra mito e realtà

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bestie apocalisse
fonte: @MexOnu

Cosa ci fanno raffigurazioni delle bestie dell’Apocalisse davanti alla sede dell’Onu a New York? È davvero un’anticipazione della fine del mondo? Eccoci agli inizi di una storia leggermente intricata ma decisamente interessante per come ci spinge a fare valutazioni che vanno tra il sacro e il profano. Ma andiamo con ordine.

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Le bestie dell’Apocalisse arrivano all’Onu? Ecco cosa è successo

bestieTutto parte dal profilo delle Nazioni Unite, che agli inizi di novembre mette su Twitter l’immagine della statua di una bestia alata, con questa didascalia: “Un guardiano per la pace e la sicurezza internazionale all’esterno del quartiere generale dell’ONU, davanti all’ingresso dei visitatori. Il guardiano è la fusione di un giaguaro e di un’aquila. È stato donato dal governo di Oaxaca, in Messico. È stato creato dagli artisti Jacobo e Maria Angeles“. I due arti con decenni di esperienza sono specializzati in figure tipiche del folklore messicano. Oaxaca è uno Stato del Messico meridionale (il Messico è fatto di Stati, esattamente come gli Stati Uniti).

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Le bestie dell’Apocalisse e la profezia della Bibbia

La fusione dell’aquila e del giaguaro non è l’unica statua presente a New York. Dagli stessi post dell’Onu ne vediamo diverse altre. Ma questa in particolare ha colpito parecchi utenti dei social che l’hanno associata alla profezia contenuta in due passi biblici.

Il passo è Apocalisse 13:2-4 e recita così: ”

La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. 3 Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.

Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia 4 e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”

Il secondo è Daniele 7,4-6: “Quattro grandi bestie salivano dal mare. La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo.
Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne».
Mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio.”

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Le bestie dell’Apocalisse: ecco la verità

Secondo molti utenti social, la bestia deve trasmettere un messaggio, cioè la venuta di Cristo dopo quella delle bestie dell’Apocalisse. Ma le cose stanno davvero così? Nonostante le opinioni apocalittiche di diversi commentatori, la spiegazione in realtà sembra assai più semplice. Le statue fanno infatti parte della “Mexico Week – Día De Muertos” una festa messicana (potremmo dire la versione messicana di quello che noi festeggiamo come “Giorno dei morti”) che ha animato New York per circa 10 giorni e organizzata dal Rockefeller Center Plaza in collaborazione con il Consulate General of Mexico a New York e il Mexican Cultural Institute.

Tutto risolto? Non proprio! Negli stessi giorni infatti in Vaticano è apparsa la statua di un  condor. Certo, poteva essere legata al presepe dell’anno appena trascorso, ispirato alle Ande, ma è anche vero che in Sud America il condor è simbolo di morte resurrezione. Forse qualche strano messaggio sta davvero arrivando…