Biblioteca vivente, dove le persone diventano libri da sfogliare

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Fin dai tempi delle antiche civiltà, gli uomini hanno sempre riconosciuto una fondamentale importanza alla cultura. Nell’antico Egitto la biblioteca era considerata un luogo di cura dell’anima. Questo perché custodiva l’antidoto per quello che veniva considerato dagli antichi Egizi il peggiore dei mali: l’ignoranza. Nel mondo moderno, però, questa consapevolezza è diventata più incerta. Per contrastare questa tendenza alla chiusura e il conseguente pregiudizio verso tutto ciò che è diverso da noi, è nato il progetto “The Human Library”. Esso prevede la realizzazione di biblioteche viventi: luoghi speciali, dove le persone diventano libri da sfogliare.

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Biblioteca vivente: cos’è e come funziona

BibliotecaLa Human Library si presenta come una vera e propria biblioteca, con bibliotecari e un catalogo di titoli tra cui scegliere. La differenza sostanziale è che a essere “presi in prestito” non sono libri, ma persone in carne e ossa. Sono definite per questo “libri viventi”.

Ogni “libro” è etichettato in un modo volutamente diretto. Presenta infatti un titolo come: “ragazza lesbica”, “donna islamica col velo”, “emigrato albanese”, “disoccupata” e altri simili. Lo scopo è suscitare la curiosità dei lettori, attirandone provocatoriamente l’attenzione. Questi, poi, possono “prendere in prestito” la persona e ascoltarne la storia. La lettura del “libro vivente” è in realtà una conversazione di circa mezz’ora.

Trattandosi di un evento che coinvolge delle persone, la biblioteca vivente ha un tempo limitato. Resta in allestimento uno o due giorni (in pochi casi ne dura tre o quattro).

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Gli obiettivi

BibliotecaIl progetto si propone di:

  • Favorire il dialogo – si offre ai lettori l’opportunità di entrare in contatto con persone che difficilmente avrebbero incontrato in altri contesti;
  • Scardinare stereotipi e pregiudizi – la persona che si racconta smette di essere percepita come rappresentante di una categoria, ma viene riconosciuta nella sua unicità.

Le impressioni di chi ha sperimentato le biblioteche viventi, sia nel ruolo di “lettore” che in quello di “libro”, sono molto positive. Mettere la propria storia a disposizione degli altri e dedicare il proprio tempo all’ascolto delle storie altrui sono due grandi atti di umanità. Ci insegnano infatti che ogni esperienza di vita è unica e preziosa e non può essere svilita da generalizzazioni e pregiudizi.

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Biblioteca vivente: un po’ di storia

BibliotecaIl progetto The Human Library (o “Menneskebiblioteket”, in danese) nasce a Copenhagen nella primavera del 2000 grazie a Ronni Abergel e suo fratello Dany, in collaborazione con Asma Mouna e Christoffer Erichsen.

L’iniziativa si è presto diffusa in tutto il mondo, grazie a The Human Library Organization. Al momento l’organizzazione è attiva in 70 Paesi. Alcune biblioteche (come in Corea del Sud e in Tasmania) sono permanenti, mentre altre sono allestite soltanto temporaneamente.

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