Bimba migrante respinta alla frontiera in Francia con forza: ora sotto shock

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bimba respinta francia

Bimba respinta Francia, ennesimo episodio di intolleranza verso lo straniero? La piccola è stata ricoverata in un ospedale infantile torinese. Ha infatti subito uno shock psicologico subito dopo aver visto la gendarmeria francese imbracciare le armi da fuoco. A esserle rimasta accanto è la madre, in grado di comunicare con i medici italiani grazie alle conoscenze della lingua inglese.

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Bimba respinta Francia: la fuga dei migranti

bimba respinta franciaLa vicenda è accaduta tra il 25 marzo e ieri sera al confine italo-francese, nei pressi di Claviere. Un gruppo di migranti afghani non è stato ammesso nello Stato napoleonico dalla sua Polizia. Le Forze dell’Ordine italiane, poiché non operanti all’infuori del proprio territorio, non sono potute intervenire. I vari nuclei familiari, di cui era composta la squadra di stranieri, sono stati condotti in un rifugio di Oulx. Ma a distanza di un giorno, una famiglia ha tentato di oltrepassare nuovamente il confine della Val di Susa. A quel punto, la gendarmeria francese ha minacciato il gruppo sparando dei colpi di armi da fuoco. La bambina di undici anni lì presente, in quel momento, avrebbe subito un significativo shock psicologico. La Croce Rossa italiana, intervenuta sul posto, l’ha scortata all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino per precauzione. Lì la madre, in grado di parlare inglese, ha spiegato ai medici che la piccola aveva già subito uno sconvolgimento simile alla tenera età di tre anni. La causa, allora, era stata una bomba.

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Bimba respinta Francia: cos’è accaduto veramente?

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Logo dell’associazione Rainbow4Africa

Non si ha certezza, tuttavia, della veridicità dell’avvenimento. Non esistono prove effettive della violenza adottata dalla Polizia francese per scacciare gli ospiti, considerati da loro indesiderati. Nessuno dei migranti è rimasto ferito, fatta eccezione per i danni morali della bambina. Pertanto le Forze dell’Ordine della Francia non possono essere accusate di nulla. Ma in proposito si è espresso Paolo Narcisi, il presidente dell’associazione Rainbow4Africa. “Se la notizia è vera, si tratta di un episodio gravissimo, anche se non ci stupiamo dei maltrattamenti della polizia francese. In passato, purtroppo, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da altri immigrati”, ha affermato. “Nessun essere umano dovrebbe essere sottoposto a trattamenti che danneggino la propria dignità.”

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