Il termine “bimbominkia” è reato: la Corte di Cassazione si è espressa

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Bimbominkia reato, da oggi, secondo la cassazione, sarà considerato tale. Questo termine, scritto online, verrà considerato come una vera e propria diffamazione aggravata. Questo varrà sia se l’utilizzo del termine sarà usato su social network o videogiochi. Ufficialmente dunque il termine “bimbominkia” da oggi sarà considerato diffamatorio. La motivazione espressa dalla Corte di Cassazione è dovuta al significato che si evince dall’interpretazione del termine. Che quindi va ad indicare una persona con un quoziente intellettivo basso. Il tutto nasce da un processo svoltosi tra Enrico Rizzi, l’influencer-animalista e Diego Moltrer, Presidente del Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige. 

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Bimbominkia reato: la decisione della Corte di Cassazione 

bimbominkia reato,Un termine nuovo, una parola nata dal 2000 in poi. “Bimbominkia” è un’espressione di quelle generazioni lì, quelle dei social, quelle dei videogiochi. Utilizzata tanto per ridere e scherzare quanto per insultare. Secondo la Corte di Cassazione invece, il suo utilizzo è principalmente diffamatorio. Di fatto indica una persona con un quoziente intellettivo basso. Per questo il suo utilizzo, su social e videogiochi, sarà considerato come diffamazione aggravata. Tutto nasce da un’offesa rivolta all’animalista-influencer Rizzi. Quest’ultimo a sua volta condannato per offese rivolte al presidente del consiglio regionale Moltrer. A sua volta è stata proprio un’amica di Moltrer a insultare, con tale termine, Enrico Rizzi. Una parola che risente ancora più di diffamazione, secondo la Cassazione, visto il luogo (intrernet) dov’è avvenuta. 

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Bimbominkia reato: dal caso Rizzi alla Cassazione 

bimbominkia reato, Smartphone-3-addicted faceapp libere certilogoNasce un po’ tutto per caso e un po’ tutto per necessità, proprio com’è nato il termine stesso. C’è un processo in corso che riguarda l’animalista-influencer Enrico Rizzi. A quest’ultimo sono state rivolte varie offese, tra cui anche questa del “Bimbominkia”. Arrivata proprio da un’amica di Moltrer, il Presidente del Consiglio Regionale che a sua volta aveva denunciato Rizzi. La Corte di Cassazione deve dunque esprimersi a riguardo. Spiega dunque ciò che secondo loro lascia interpretare il termine, motivo per cui la parola viene considerata un’offesa vera e propria. Inoltre, essendo avvenuta in un gruppo Facebook da oltre 2000 persone, è stata considerata diffamazione aggravata. Tutto ciò poiché, l’offesa su internet, sempre dalla Cassazione, è stato deciso equivalga a mezzo stampa. Il motivo è dato dal bacino d’utenza che l’offesa in questione può raggiungere. 

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Bimbominkia reato: tra social e giornalismo 

Telegram giornali, bimbominkia reato, Ebbene sì, offendere qualcuno su internet, per la cassazione, equivale come a farlo tramite mezzo stampa. Motivo per cui la diffamazione non risulta solo tale ma anche aggravata. Tutto ciò è dovuto alle “potenzialità” che possiede lo strumento su cui l’altra persona è stata diffamata. Di fatto il reato può raggiungere molteplici persone, non limitandosi solo a quelle in questione. Gli utenti vengono dunque considerati al pari dei “lettori” e dunque il social viene considerato al pari di un giornale su determinate questioni. Particolare infine la definizione data da Treccani del termine. “Giovane utente dei siti di relazione sociale che si caratterizza spesso in un quadro di precaria competenza linguistica e scarso spessore culturale, per un uso marcato di elementi tipici della scrittura enfatica, espressiva e ludica.” 

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