Biostampa 3D o stampa cellulare, la nuova frontiera medica

Come stampare in 3D organi umani

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Biostampa 3D

La tecnologia di stampa 3D ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. La vera innovazione si è avuta in medicina, con l’applicazione della tecnica di stampa cellulare denominata Biostampa 3D. Ricercatori di diverse parti del mondo sono riusciti a creare tessuti sufficientemente stabili da affrontare un trapianto in roditori. Gli esperimenti sulle cavie sono stati un successo, si guarda ora all’applicazione sugli esseri umani.

Come funziona la Biostampa 3D?

La Biostampa o Stampa 3D cellulare è la vera rivoluzione dei prossimi anni. Sono usate termoplastiche e Idrogel per stampare veri e propri tessuti organici. Per gli organi più semplici come le orecchie, vengono usate impalcature biocompatibili. Tali impalcature vanno a formare l’organo; qui vengono depositate cellule del tessuto o cellule staminali che lo ricoprono. Le cellule sono sopravvissute al processo di stampa. La struttura finale risultava abbastanza stabile da consentire un trapianto nei roditori.

Se la tecnologia dovesse rivelarsi adatta anche all’essere umano, avremmo a disposizione una risorsa incredibile. Basti pensare ai pazienti che hanno bisogno di un trapianto, che devono attendere anni prima che si trovi un organo disponibile.

Biostampa 3DA lungo termine la stampa 3D potrebbe risolvere questo problema. Infatti la stampante depone strati di cellule unite a gel e materiali biodegradabili che “tengono insieme” la struttura fino al momento del trapianto. Il materiale utilizzato, chiamato comunemente “bioinchiostro”, è una gelatina (Idrogel) costituita da una grande percentuale di acqua e cellule vive, mescolate con agenti solidificanti come l’alginato, che si solidificano a contatto con la luce ultravioletta. Successivamente le cellule si modificano in modo tale da rendere la struttura autosufficiente, mentre i materiali di supporto si degradano.

Sviluppi futuri della Biostampa 3D

Si ritiene che nei prossimi anni ci siano buone prospettive di applicare questa tecnica anche agli esseri umani, in particolare per la cartilagine, che ha “le maggiori probabilità di successo”, perché non ha bisogno di un complesso sistema circolatorio. Per organi come il cuore, invece, bisogna prima risolvere un problema molto importante: la vascolarizzazione, ovvero l’apporto di ossigeno nelle parti più interne dell’organo.

La Biostampa 3D da molti è considerata la tecnologia del prossimo futuro per la medicina, con cui sarà possibile realizzare l’impalcatura di tessuti e organi pienamente funzionali. Un futuro che è già in parte realtà.

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