Blue economy: il mare d’oro che bagna Napoli

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Dalla pagina Facebook ufficiale del Comune Napoli

Blue economy Napoli – Chi tene o mare è ricco, e nun ò sape: potrebbe essere questa, parafrasando Totò, la frase perfetta per descrivere la blue economy, che rende Napoli una delle città più ricche d’Italia. Lo sapevate? Forse è meglio fare un tuffo nel mare d’oro che bagna Partenope e scoprirne un po’ di più.

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Blue economy Napoli: l’oro blu di Partenope

napoli fuori portaInnanzitutto partiamo dalle definizioni e dalle fonti. Quando parliamo di blue economy parliamo di tutta la ricchezza prodotta dal mare.

Quindi parliamo non solo dello scontato e inevitabile turismo, ma anche, per esempio, di tutta la filiera ittica (pescaggio, conservazione, vendita all’ingrosso e al dettaglio etc. etc.), delle attività sportive e ricreative e della cantieristica per tutti i tipi di navi. E cosa dicono le ultime classifiche della blue economy a Napoli? L’ultimo rapporto del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne (uscito da poco e relativo all’anno precedente, come da prassi) ha rivelato due cose interessanti. Una potevamo forse immaginarla, un’altra molto meno.

La prima è che, dopo l’ovvio stop dovuto alla pandemia, l’economia del mare nel 2021 ha ripreso a trainare l’Italia con un +9,3% di aumento della ricchezza rispetto al 2020. Restiamo ancora lontani dai livelli pre-Covid, ma stiamo comunque parlando di cifre estremamente importanti:

  • 56 miliardi di euro di giro d’affari;
  • Oltre 150 miliardi di euro per la filiera diretta e indiretta (pensate a tutti i passaggi che fa un pesce prima di arrivare sulla nostra tavola…);
  • 225.000 attività imprenditoriali, il 3,7% delle imprese totali.

La seconda, che ci riguarda particolarmente, è che Napoli e la Campania sono sul podio italiano per la ricchezza generata dalla blue economy.

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Blue economy Napoli: i numeri della ricchezza azzurra

pesci alieni mare italiano, Riviera mare vietato batteri, Egitto squalo donne uccise, cani bagnini eroi, natale neonato morto, squalo divora uomo,Napoli e la Campania sono al secondo posto per la ricchezza generata dalla blue economy.

Per essere più precisi, parliamo del numero di imprese impegnate nel settore. La Campania conta oltre il 14% delle imprese italiane e la sola Napoli conta 22.000 imprese. Per capirci, al terzo posto c’è Venezia che non arriva a 10.000 imprese.

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Nel complesso il Mezzogiorno assorbe quasi il 50% di quella che possiamo definire “imprenditoria blu”. Non è un caso quindi che si stiano susseguendo, anche a Napoli ma non solo, convegni e incontri per valorizzare ancora meglio questa importante risorsa del nostro paese. L’ultima in ordine di tempo è la Med Blue Economy; l’evento si tiene a Formia fino al 4 settembre con lo slogan “Il mare in vetrina”.

Ottimista il direttore del centro studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito: “Le buone performance del settore turistico e della logistica, due componenti molto importanti per l’economia del mare, inducono a ritenere che anche nel 2022 ci saranno risultati molto incoraggianti che porteranno il settore a superare, già quest’anno, i valori del 2019“.

Il mare di Napoli è pronto a fare ancora la sua parte; il nostro compito è rispettarlo e godere di tutto l’oro blu che lui ci porterà.

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