Italia manifesta per diritto all’aborto, Boldrini cacciata dalla piazza: “Vai via”

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Boldrini aborto

Manifestanti contro Laura Boldrini aborto, diritti e fallimento del PD. La rabbia sale in tutt’Italia e con essa la preoccupazione. Il risultato delle elezioni ha parlato chiaro e la guida del nostro Paese mette in allarme molti italiani. Transfemministi, omosessuali, gender fluid, donne ciò, trans, in transizione, sono in allarme per le dure linee della destra. Ieri, però, in piazza a pagare lo scotto è l’onorevole Boldrini. Alcuni manifestanti non hanno ritenuto opportuna la sua presenza e le hanno chiesto di andare via.

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Laura Boldrini aborto, PD e diritti: la rabbia delle manifestanti

Ieri, in Italia sono state organizzate manifestazioni per il diritto all’aborto e l’applicazione della legge 194. Un clima di preoccupazione invade il Paese. Il boato più potente è stato quello di Roma, dove la folla ha voluto allontanare Laura Boldrini: “Vada via perché lei e il Pd non rappresentate le rivendicazioni di questa piazza”. L’onorevole era accorsa all’Esquilino per partecipare alla manifestazione voluta da Non Una di Meno. La sua presenza è stata fortemente contestata. “Avete reso la pillola anticoncenzionale a pagamento“, afferma una ragazza. La Boldrini le fa seguito: “Il problema è la distribuzione della pillola, non quello“. La manifestante ribatte: “Non è un problema? Non è un problema per chi se la può pagare! Per i giovani, per chi i soldi non ce li ha e vive nelle case popolari il problema c’è, solo che a voi non interessa”.

Replica Boldrini “Il diritto all’aborto voi ce l’avete perché ci sono donne che in Parlamento hanno lottato e l’hanno voluto l’aborto, quindi la lotta tra il Parlamento e il fuori non funziona. Dovremmo essere tutte unite” ribatte l’onorevole. “Sa perché non siamo unite? Perché a lei delle persone che stanno nelle case e nei quartieri popolari non gliene frega niente, invece a me sì e io li difendo. Beatrice Lorenzin – ex ministra della Salute – ha reso la pillola anticoncezionale a pagamento. Lei mi dice che il problema non è quello ma è la distribuzione. Lo vada a dire ai giovani, ai precari a chi vive nei quartieri popolari. E non ha mi ha risposto sui tagli che sono stati fatti alla sanità, sui consultori che sono stati chiusi e su una legge che non viene applicata“. Questa l’accusa delle voce della piazza.

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Non solo Boldrini aborto, libertà e 194, l’Italia intera in rivolta

Se devi fare questi show…a differenza degli altri io sono qui con voi” prova a chiarire l’onorevole. “Non è uno show, io la rispetto come persona ma non come istituzione. Ve ne dovete andare via perché voi non rappresentate le rivendicazioni di questa piazza. Le donne, le compagne, che sono venute qua a manifestare per l’aborto libero e gratuito non ce l’hanno anche per colpa sua. Il suo partito non ha difeso questo diritto. Se ne vada“. In questo modo Boldrini è stata invitata ad andar via. Prima di andare via, ha affermato: “Noi siamo l’unico partito che difende questa legge. Allora ve la difenderà Fratelli d’Italia questa legge“. Le manifestanti, però, hanno reso pan per focaccia: “Ce la difenderemo da sole“. In tutt’Italia questo è lo spirito che si respira.

Dietro l’aggressività delle manifestanti, in realtà, si cela una terribile paura. In alcune parti d’Europa si respira un clima di repressione dei diritti umani e delle minoranze. In Polonia e nell’Ungheria, il diritto all’aborto ha subito gravissime limitazioni. La paura dei manifestanti è che lo stesso clima di repressione possa respirarsi nel nostro Paese. Famiglia e diritti civili Rainbow, aborto, gender sono soltanto alcuni dei punti contro cui si è scagliata Meloni in campagna elettorale.

Inoltre, per le manifestanti non solo ci sono limitazioni nelle scelte e nelle libertà delle donne, ma anche opposizione da parte dei medici. In Italia si registra il più alto numero di obiettori di coscienza. Quasi la maggior parte delle strutture pubbliche non consentono a una donna di abortire. Spesso sono costrette a viaggiare in un’altra regione e a subire umiliazioni psicologiche. “Vogliamo quello che ci spetta, vogliamo diritti e garanzie, vogliamo molto più di 194. Vogliamo gli obiettori fuori dai consultori e ospedali pubblici. Vogliamo il diritto alla salute, al welfare e al reddito per l’autodeterminazione“.

 

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