Bollette telefoniche a 28 giorni: arrivano i rimborsi per un miliardo di euro

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Bollette impianti

Poco più di un anno fa, le compagnie telefoniche avevano iniziato a fatturare le bollette a 28 giorni. Era il periodo tra il giugno 2017 e la primavera 2018, quando la pratica fu bloccata dall’Autorità garante per le comunicazioni. Ora, a seguito della decisione del Consiglio di Stato, arrivano i rimborsi automatici in bolletta.

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Bollette, arriva la sentenza del Consiglio di Stato

bolletteIl Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi delle compagnie telefoniche riguardanti le bollette a 28 giorni. I gestori ora dovranno procedere con i rimborsi.

La storia delle bollette a 28 giorni è una delle operazioni più controverse sul mercato telefonico odierno. I principali operatori decisero di modificare la periodicità dell’emissione delle bollette passandola da mensile a quadrisettimanale. Ciò portò a un incremento delle tariffe (in pratica si pagava un mese in più all’anno).

Intervenne subito l’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) che voleva riportare a mensile almeno la fatturazione della linea fissa. Tutto vano, al punto tale che anche Sky decise di portare la sua di fatturazione ogni 28 giorni. Solo dopo un lungo braccio di ferro si ebbe una svolta verso la fine del 2017. Il Senato diede il via libera all’emendamento che prevede l’obbligo di fatturazione su base mensile per imprese telefoniche, reti televisive e reti di comunicazioni elettroniche.

Bisogna però capire cosa si può e come si può recuperare. Stefano Zerbi, portavoce del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), ha dichiarato che ogni utente dovrà ricevere tra i 30 e i 50 euro, in base all’entità del contratto.

Adesso le compagnie telefoniche stanno cercando di risarcire i propri utenti attraverso varie promozioni. Sempre Zerbi spiega: “Agli utenti le compagnie offrono giga per la navigazione internet e minuti di conversazione gratis come ‘risarcimento‘. Ricordiamo che sono tutte aggiunte che, al gestore, non costano nulla. Il nostro consiglio, quindi, è di fare attenzione ad accettarle, poiché dopo non si potrà più chiedere la restituzione delle somme dovute”.

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Cosa accade con i rimborsi

nuove banconoteCon la fatturazione a 28 giorni, gli italiani hanno pagato circa 13 miliardi di euro in più del dovuto.

I rimborsi saranno automatici, non è quindi necessario dover fare una richiesta. Non bisogna aspettarsi però assegni o somme di denaro: il rimborso arriverà come compensazione. La somma sarà dunque scontata dalle bollette future.

Il dilemma si apre però su chi in quell’arco di tempo ha cambiato operatore. A esporsi è sempre Zerbi: “In teoria anche chi ha cambiato operatore telefonico dovrebbe ricevere i soldi a casa automaticamente. È difficile immaginare la propria ex compagnia telefonica che chiama a casa per restituire l’assegno, però noi offriamo assistenza legale a chiunque ritenga di averne bisogno“.

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Le varie compagnie e il rimborso

Sono varie le compagnie implicate che devono risarcire i propri clienti. Del resto, sono già partite le prime offerte:

  • Wind Tre: offre numerose proposte per compensare le vecchie fatturazioni, offrendo sconti sull’acquisto di cellulari e l’aumento di GIGA. Si potrà scegliere in alternativa il rimborso tramite storno sulla fatturazione;
  • Fastweb: la compagnia lancerà da luglio delle nuove misure compensative;
  • Vodafone: ha comunicato tramite SMS, ai propri clienti, le sue offerte compensative;
  • Tim: ha offerto ai propri clienti di aderire a una soluzione compensativa che prevede di attivare promo gratuite.

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