Avellino, due arresti per terrorismo: fecero esplodere una bomba per strada

0
98
bomba avellino

Bomba Avellino: i Carabinieri hanno arrestato due persone per terrorismo. I due uomini sono gravemente indiziati per aver innescato del materiale esplosivo il 21 maggio dello scorso anno. Avrebbero progettato anche un secondo attentato, ma non avrebbero fatto in tempo a metterlo in atto.

Ti consigliamo come approfondimento – Reddito di Cittadinanza e vacanze di lusso: sequestrati 270mila euro al clan Contini

Bomba Avellino: la notte dell’esplosione

Via dei Pescatori, Avellino, 21 maggio 2020 – durante la notte, una bomba carta è esplosa davanti alla sede del Centro per l’Impiego irpino. I residenti nei paraggi sono scattati sull’attenti, spaventati dai forti rumori provenienti dall’esterno. Alcuni hanno pensato a un terremoto e si sono riversati per strada. Una volta lì, è impossibile non notare la vetrina del Centro in mille pezzi. Per fortuna, nessuno è stato privato della propria vita. Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi: le varie operazioni di sicurezza sono terminate poco prima delle quattro di mattina. In merito si è espresso Vincenzo De Luca, il Presidente della Regione Campania. “I danni sono tali da far pensare a un vero e proprio ordigno”, ha dichiarato. “Si tratta di un episodio grave e preoccupante. Richiede un deciso intervento delle Forze dell’Ordine e un’indagine immediata per individuare i responsabili.”

Ti consigliamo come approfondimento – Saman Abbas, si cerca la verità in Pakistan: trovato il cugino promesso sposo

Bomba Avellino: individuati i colpevoli

Come detto dal Governatore, le indagini sono partire subito e, nelle scorse ore, i Carabinieri hanno arrestato due uomini. Si tratta di un 52enne e di un 49enne, gravemente sospettati di essere coinvolti nella brutta faccenda. La Procura di Avellino ha ipotizzato i reati di eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo, fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di esplosivi. Secondo gli agenti, i presunti colpevoli dell’atto appartengono ai movimenti contro le misure anti-Covid, nati sin dall’inizio della pandemia. Quando era ancora nei panni di Premier, avevano intenzione di denunciare Giuseppe Conte per attentato contro la costituzione dello Stato, abuso d’ufficio e violenza privata. Dalle loro idee oppositive, ecco l’attentato. Ne avrebbero anche progettato un altro, ben più grave del primo, ma non avrebbero fatto in tempo a farlo diventare realtà.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quattordici + 20 =