Il Governo Meloni proroga per tutto il 2023 il bonus acqua potabile. Lo si può considerare un bonus “etico” nato per scongiurare l’eccessiva diffusione dell’acqua minerale in bottiglia nei consumi degli italiani. Andiamo a vedere in cosa consiste, come funziona e chi può richiederlo.
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Bonus acqua potabile: ecco come funziona
L’importo massimo su cui calcolare il bonus non può superare i 1000 euro a immobile, se a richiederlo sono le persone fisiche, e i 5.000 euro se viene richiesto da società per locali a uso commerciale o da enti non commerciali.
I costi vanno documentati con fattura elettronica o con documento commerciale; qui deve essere riportato il codice fiscale di chi chiede il bonus. In ogni caso vanno usati metodi di pagamento tracciabili. Le spese vanno documentate all’agenzia dell’entrate. Bisogna quindi entrare nell’area riservata del sito e poi nella pagina dedicata al credito di imposta per l’acqua potabile.
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Bonus acqua potabile: data di scadenza e altre informazioni
Si può anche scegliere di utilizzare il bonus in compensazione, tramite F24. Inoltre, per chi non esercita attività d’impresa o lavoro autonomo – il bonus acqua potabile può essere aggiunto nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus.