Bonus baby-sitter esteso anche ai nonni: a chi spetta e come richiederlo

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Il bonus baby-sitter sarà esteso anche ai nonni. Tutti i familiari, come i nonni che accudiscono i propri nipoti per agevolare i figli impegnati nel lavoro (ma anche gli amici di famiglia), possono ricevere il bonus baby-sitting come compenso di una vera e propria prestazione lavorativa. Basta che non siano conviventi. A chiarirlo è l’INPS, che mette a disposizione il bonus, da utilizzare tramite il Libretto Famiglia, per le prestazioni di assistenza e sorveglianza ai minori avvenute dal 5 marzo al 31 luglio 2020.

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Bonus baby sitting per i nonni: cos’è e come funziona

bonusIl bonus baby-sitting è stato introdotto con il decreto legge del 17 marzo 2020 – “decreto Cura Italia” – per aiutare economicamente le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19 e la conseguente chiusura delle scuole. Il bonus di 600 euro si prefigurava dunque come misura di sostegno al pagamento delle prestazioni di baby-sitting necessarie per lo stesso periodo. Successivamente, sono state apportate alcune modifiche con il “Decreto Rilancio”. L’importo del bonus è raddoppiato a 1200 euro e lo si potrà usare anche per i centri estivi.

La nota n. 73 dell’INPS del 17 giugno 2020 allarga la platea dei beneficiari anche ai familiari. “Si chiarisce la non applicabilità del principio di carattere generale della presunzione di gratuità delle prestazioni di lavoro rese in ambito familiare, salvo si tratti di familiari conviventi con il richiedente”.

I nonni potranno dunque usufruire del bonus di 1200 euro, a patto che siano residenti in un Comune diverso da quello del nucleo familiare che lo richiede. Per utilizzarlo è necessario adoperare il Libretto Famiglia, sia per il genitore richiedente che per i nonni che prestano il servizio. Occorre registrarsi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali sul sito INPS. Successivamente, si potrà procedere con l’appropriazione del bonus e il resoconto delle prestazioni.

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I beneficiari

festa del papà assegno unico italiani coronavirus bonusIl bonus baby-sitting può essere richiesto dai genitori di minori:

  • Fino all’età di 12 anni (entro e non oltre il 5 marzo);
  • Senza alcun limite di età se si tratta di disabili gravi.

Spetta un bonus di 1200 euro a:

  • Dipendenti del settore privato;
  • Iscritti alla Gestione separata;
  • Lavoratori autonomi regolarmente iscritti all’INPS;
  • Lavoratori autonomi regolarmente iscritti alle casse professionali.

Nel caso in cui sia già stato presentato e ottenuto il contributo di 600 euro previsto nel decreto “Cura Italia”, si potrà ripresentare la domanda e ricevere lo stesso importo. Altrimenti, si potrà chiedere l’intero contributo di 1200 euro.

Spetta inoltre un bonus di 2000 euro ai seguenti beneficiari:

  • Medici;
  • Infermieri;
  • Tecnici di laboratorio biomedico o di radiologia medica;
  • Operatori sociosanitari;
  • Lavoratori nel settore della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico.

Chi ha già ricevuto il bonus precedente di 1000 euro, può richiedere lo stesso importo. Altrimenti, potrà usufruire dell’intero contributo di 2000 euro.

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Bonus baby-sitting per i nonni: i dati spiegano il perché

bonusNell’immaginario collettivo, la baby-sitter è una figura estranea al nucleo familiare. Tuttavia, in Italia i veri baby-sitter sono i nonni. A dirlo è l’Istat – Istituto nazionale di statistica – nei suoi rapporti annuali. Ecco alcuni dati:

  • Quasi l’85% dei nonni accudisce i nipoti, almeno in maniera occasionale;
  • Nel 40% dei casi il servizio di “nonno baby-sitter” è praticamente sistematico, come se fosse un vero e proprio lavoro. Questo avviene perché spesso i genitori lavorano a tempo pieno;
  • Nel 30% dei casi l’accudimento è occasionale;
  • Nel 25% dei casi è legato solo a specifiche necessità;
  • Nel 15% dei casi avviene in situazioni straordinarie, come vacanze scolastiche o eventuali malanni del bambino.

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