Il Bonus cultura 18app non supera l’anno. Bocciato dal Consiglio di Stato!

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Addio bonus cultura 18app? Neanche un mese fa avevamo dato la notizia a tutti i nostri giovani lettori che avrebbero potuto usufruire del bonus cultura di 500 euro, ma con un inaspettato colpo di reni il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto. Sembrerebbe infatti che 12 milioni di studenti e giovani 18enni italiani non potranno più usufruire dei 500 euro. Ricordiamo che il bonus era stato messo a disposizione dal Governo precedente per l’acquisto di libri, biglietti cinema, concerti, musei e così via.

Bonus cultura 18app: Non vi sono le basi per prorogarlo

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Palazzo Spada

I giudici di Palazzo Spada si sono pronunciati a sfavore della misura presente nel decreto che avrebbe dovuto prorogare per altri 2 anni il bonus di 500 euro per i nati 2000 e 2001. Il parere contrario nascerebbe da un’insufficienza di norme che ne giustificherebbe il prolungamento, non essendo stato inserita la proroga nell’ultima Legge di Bilancio. Ci sarebbe una via di uscita ma sta al Governo attuarla, attraverso un regolamento di modifica della normativa in vigore. Queste però le parole del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, che si esprime così in merito alla questione: “La cultura non è una mancetta elettorale, ma un investimento. Il tema di come avvicinare i giovani alla cultura è un discorso molto più serio e non si affronta certo con un ‘voucher una tantum‘ che sa di mossa elettorale.” criticando apertamente il decreto.

Bonus cultura 18app: Confindustria e l’Associazione Italiana Editori contro l’abolizione

I primi infatti, si sono dichiarati speranzosi verso l’attuazione del decreto da parte del Governo, sostenendo che altri partner europei stanno valutando l’ipotesi di tramutare l’esperimento bonus cultura con modelli simili. I secondi invece, hanno ribadito che non esiste ancora nessun fondo per i giovani universitari e che il bonus cultura è stato utilizzato dalle famiglie prevalentemente per l’acquisto di libri di testo universitari, e che abolirlo non sarebbe una mossa giusta.

Vedremo come andrà a finire…

 

 

 

 

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