Infermiere No Vax va a fare il vaccino con un braccio finto: denunciato

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braccio finto vaccino, anticipo terza dose, nuovo decreto legge covid

Braccio finto vaccino, qualcosa che potrebbe sembrare assurdo ma che è accaduto realmente. In Piemonte, a Biella, nel polo vaccinale biellese dedicato alle prime dosi. Qui un infermiere No Vax si è recato per ottenere il Green Pass in vista del 6 dicembre. Tuttavia si è presentato con un braccio finto per non ricevere realmente la dose. Facilmente scoperto dall’infermiera dato lo strano colore e consistenza, è stato denunciato ai carabinieri.

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Braccio finto vaccino: la bizzarra idea dell’infermiere di Biella

Tamponi Green Pass Crisanti, braccio finto vaccino,Dal 6 dicembre entreranno in vigore restrizioni che riguarderanno chi non si è vaccinato. Non basterà più il green pass tramite tampone per accedere a bar, ristoranti e altri locali. Per questo i non vaccinati si spingono sempre più verso la prima dose. Non è il caso di un infermiere di Biella (Piemonte) che si è presentato al centro vaccinale con una protesi. L’intento era quello di non ricevere il vaccino e di eludere medici e infermieri con un braccio finto. La sua bizzarra idea è però subito stata scoperta e lui denunciato ai carabinieri. Di fatto né la consistenza né il colore del braccio si avvicinavano alla realtà.

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Braccio finto vaccino: il commento delle autorità

Napoli variante Delta, variante delta maiorca, Ristorante No Green Pass murato, Austria lockdown non vaccinati, variante africana, braccio finto vaccino,La vicenda del braccio finto ha attirato le attenzioni un po’ di tutti in Piemonte. Dai carabinieri all’Asl che denuncerà il fatto in procura fino al Presidente regionale e l’Assessore alla Sanità. “Il caso rasenta il ridicolo, se non fosse che parliamo di un gesto gravissimo e inaccettabile di fronte al sacrificio a cui la pandemia costringe la comunità”. Poi il commento sull’infermiera che si è accorta di ciò. “La prontezza e la bravura dell’operatrice hanno rovinato i piani di questo soggetto che ora ne risponderà alla giustizia”. Insomma, l’idea dell’infermiere biellese, per quanto originale e bizzarra, non si è rivelata delle migliori.

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